La fredda notte in cui un gelido sibilo di vento
entrerà spostando con un timido soffio i drappi,
nel silenzio presta attenzione e udirai cento
voci soffuse. E' inutile porre alle orecchie dei tappi;
non con esse avverti questi sussurri malinconici
ma col cuore avvolto da una nebbia vellutata
e ti struggi fissando debolmente con occhi laconici
il nulla che spesso è nascosto da una superficie dorata.
E viene quel momento in cui realizzi che la vita
sotto una pellicola sottile, altro non è che tragedia
inscenata dal destino intrecciando gli arabeschi.
E in quella fredda notte che ormai è quasi finita
fissando il focolare delle occasioni perse dalla sedia
sospiri, che il nostro stesso abito ci rende grotteschi.
giovedì 26 aprile 2007
venerdì 13 aprile 2007
Notte
Appartengo, appartengo io alla notte?
Morbida culla, ultimo rifugio dell'affannato.
Vi appartengo? Solamente stanotte.
Dolce giaciglio per chi ha sposato il peccato.
E se la luna passa lenta dietro le tende
di seta, come una fiaccola dietro all'alabastro,
tu placidamente lasciati avvolgere dal Niente,
cullare da un Tutto in cui ciascun astro
brilla per consolare un'anima delusa.
Il tempo può anche congelare,
un mondo intero può lacrimare.
Ma io odo i sospiri nell'Immensità chiusa
in un frammento di firmamento
e l'urlo silenzioso svanisce nel vento.
Morbida culla, ultimo rifugio dell'affannato.
Vi appartengo? Solamente stanotte.
Dolce giaciglio per chi ha sposato il peccato.
E se la luna passa lenta dietro le tende
di seta, come una fiaccola dietro all'alabastro,
tu placidamente lasciati avvolgere dal Niente,
cullare da un Tutto in cui ciascun astro
brilla per consolare un'anima delusa.
Il tempo può anche congelare,
un mondo intero può lacrimare.
Ma io odo i sospiri nell'Immensità chiusa
in un frammento di firmamento
e l'urlo silenzioso svanisce nel vento.
mercoledì 11 aprile 2007
Tempesta
Si diffondono labili sospiri di passione
e il tuo sensuale avanzare lento
e le vermiglie labbra mi sferzano d'emozione.
Ah, lasciati trasportare da questo duplice vento!
E se da una parte scendono in verità
pungenti lacrime sulle gote arrossate
sia dalla pudicizia che dalla voluttà
dall'altra, dalle sottili dita sfiorate
Le membra emettono silenziosi sospiri,
infinitesimi di Paradiso, impalpabili respiri.
E nella tempesta di questo mutevole mare
lasciati trasportare in questi riti
verso scogli taglienti e candidi lidi:
l'Amore tutto purifica, il Bene come il Male.
e il tuo sensuale avanzare lento
e le vermiglie labbra mi sferzano d'emozione.
Ah, lasciati trasportare da questo duplice vento!
E se da una parte scendono in verità
pungenti lacrime sulle gote arrossate
sia dalla pudicizia che dalla voluttà
dall'altra, dalle sottili dita sfiorate
Le membra emettono silenziosi sospiri,
infinitesimi di Paradiso, impalpabili respiri.
E nella tempesta di questo mutevole mare
lasciati trasportare in questi riti
verso scogli taglienti e candidi lidi:
l'Amore tutto purifica, il Bene come il Male.
Inverno in città
Si stende un bianco velo sul borgo intorpidito
vince tutto la pace della vista, non il gelo
che non è più pungente della solitudine che in questo sito
addormentato è in parte attenuata dal dono del cielo.
Candida luce nelle strade, grigio celeste il soffitto
del mondo, brucia la vita nel fuoco mogano dei caffè
e fuori spicca nell'immobile letargo l'aroma dell'eucalipto
che concede ai vagabondi un'illusione di egalitè.
La neve è un sipario, un telo
che cela la gelida sofferenza della realtà
ma mai potrà questo candido velo
purificare l'anima malata di questa società.
La consapevolezza di una fredda vita, non il gelo
si insinua nelle labili maglie della solitaria comunità.
vince tutto la pace della vista, non il gelo
che non è più pungente della solitudine che in questo sito
addormentato è in parte attenuata dal dono del cielo.
Candida luce nelle strade, grigio celeste il soffitto
del mondo, brucia la vita nel fuoco mogano dei caffè
e fuori spicca nell'immobile letargo l'aroma dell'eucalipto
che concede ai vagabondi un'illusione di egalitè.
La neve è un sipario, un telo
che cela la gelida sofferenza della realtà
ma mai potrà questo candido velo
purificare l'anima malata di questa società.
La consapevolezza di una fredda vita, non il gelo
si insinua nelle labili maglie della solitaria comunità.
Scenografia
sto seguendo, seguendo le distorsioni della mia mente
lacrima blu oceano in un oblio nero come la pece
tocca il fondo, speranza, arriva all'estremità del niente
ancora un piccolo sforzo, lacrima, sazia la mia sete.
la scenografia è oscena, disgusto nel profondo
squallido teatro di periferia in una città di cartone
sospiro solitario per gli sporchi vicoli del mondo
cresce nel degrado il bianco verme dell'illusione.
al tramonto di un muto giorno grigio divento
imbalsamato da un grido, retto da un alito di vento
nella notte più fredda il sipario chiude le sue tende
ho fame, fame di delusione.
ho sete, sete di disillusione.
ho capito tutto, afferrato il niente.
lacrima blu oceano in un oblio nero come la pece
tocca il fondo, speranza, arriva all'estremità del niente
ancora un piccolo sforzo, lacrima, sazia la mia sete.
la scenografia è oscena, disgusto nel profondo
squallido teatro di periferia in una città di cartone
sospiro solitario per gli sporchi vicoli del mondo
cresce nel degrado il bianco verme dell'illusione.
al tramonto di un muto giorno grigio divento
imbalsamato da un grido, retto da un alito di vento
nella notte più fredda il sipario chiude le sue tende
ho fame, fame di delusione.
ho sete, sete di disillusione.
ho capito tutto, afferrato il niente.
Scogli
Un nugolo nero come la pece mi segue dappertutto
da esso avverto le lacrime degli angeli caduti piovere.
Non è facile passare la notte desto con il cuore in lutto
immaginando la propria metà invasata piangere.
Nessuno tra i viventi della vampa l'intensità può ravvisare,
la vampa che scorre ardente nell'anima di due innamorati.
Nessuno, no, può nemmeno lontanamente immaginare
la sofferenza di due pezzi dello stesso cuore, separati.
Non c'è nessun letto di rose, nessuna corona di spine
ma è altrettanto straziante il tormento degli amanti
impossibile da estinguere alla pari delle onde marine
che impietose sugli scogli nudi incombono incessanti
solo perchè rei di aver avuto in sorte un destino sventurato
così come chi, lacerato dal dolore, è colpevole di aver amato.
da esso avverto le lacrime degli angeli caduti piovere.
Non è facile passare la notte desto con il cuore in lutto
immaginando la propria metà invasata piangere.
Nessuno tra i viventi della vampa l'intensità può ravvisare,
la vampa che scorre ardente nell'anima di due innamorati.
Nessuno, no, può nemmeno lontanamente immaginare
la sofferenza di due pezzi dello stesso cuore, separati.
Non c'è nessun letto di rose, nessuna corona di spine
ma è altrettanto straziante il tormento degli amanti
impossibile da estinguere alla pari delle onde marine
che impietose sugli scogli nudi incombono incessanti
solo perchè rei di aver avuto in sorte un destino sventurato
così come chi, lacerato dal dolore, è colpevole di aver amato.
Linfa
cultura! inalata non per il consenso delle masse
e tantomeno acquisita per la spoglia esposizione
non immagazzinata, non raccolta in casse
ma aspirata con l'anima desiderosa di perfezione!
arte! dolce compagna! sii la mia nutrice!
mai ti svenderò nei circoli o nelle classi
ma immensamente ti porterò nella mia linfa, matrice
della mia elevazione, guidatrice dei miei passi.
e se sulle masse avrai l'effetto dell' acqua sul vetro
nelle mie fibre verrai assorbita interamente
come un candido ideale di eccezionale purezza.
poco importa l'allitterazione, il chiasmo o il metro
di te l'immensità totalizzante custodirò solamente
di un profumo inebriante, di soave carezza.
e tantomeno acquisita per la spoglia esposizione
non immagazzinata, non raccolta in casse
ma aspirata con l'anima desiderosa di perfezione!
arte! dolce compagna! sii la mia nutrice!
mai ti svenderò nei circoli o nelle classi
ma immensamente ti porterò nella mia linfa, matrice
della mia elevazione, guidatrice dei miei passi.
e se sulle masse avrai l'effetto dell' acqua sul vetro
nelle mie fibre verrai assorbita interamente
come un candido ideale di eccezionale purezza.
poco importa l'allitterazione, il chiasmo o il metro
di te l'immensità totalizzante custodirò solamente
di un profumo inebriante, di soave carezza.
Tonalità
Quando le prime luci del mattino nascondono l'oscurità
di una vita nella quale nulla è certo e anche meno è sincero
risplende timida, velata da una coltre di sonno, la tua luminosità,
quello sguardo da felina che ha dato alla mia vita un senso vero.
Quando Elio tocca con il suo carro l'apice della celeste volta
ogni giorno di più resto estasiato di fronte all'oro inebriante
dei tuoi capelli, cascate impetuose che, ogni mia resistenza travolta,
indugiano sfiorando il mio viso nell'attimo del bacio culminante.
Quando il giorno celeste cede il cielo al tramonto vermiglio
lo paragono all'attimo in cui dalla pace dei sensi assoluta,
vistati nuda, si accende in me il desiderio, di tua beltà figlio.
Quando infine il sole si aquieta nell'oceano placido, muta
accanto a me ti rimiro, tigre domata e gattina indifesa
mentre sussurri alle stelle e doni i tuoi sospiri alla notte sospesa.
di una vita nella quale nulla è certo e anche meno è sincero
risplende timida, velata da una coltre di sonno, la tua luminosità,
quello sguardo da felina che ha dato alla mia vita un senso vero.
Quando Elio tocca con il suo carro l'apice della celeste volta
ogni giorno di più resto estasiato di fronte all'oro inebriante
dei tuoi capelli, cascate impetuose che, ogni mia resistenza travolta,
indugiano sfiorando il mio viso nell'attimo del bacio culminante.
Quando il giorno celeste cede il cielo al tramonto vermiglio
lo paragono all'attimo in cui dalla pace dei sensi assoluta,
vistati nuda, si accende in me il desiderio, di tua beltà figlio.
Quando infine il sole si aquieta nell'oceano placido, muta
accanto a me ti rimiro, tigre domata e gattina indifesa
mentre sussurri alle stelle e doni i tuoi sospiri alla notte sospesa.
Impossibilità
Schegge di nervosismo, lacrime di impotenza
la mia spina dorsale devastata dall'inutilità.
Il tempo, la distanza e la gente hanno in potenza
ogni mio desiderio, non mi resta alcuna possibilità.
Nella notte scura in cui i sospiri sembrano lamenti
e le stelle nel cielo appaiono come scintille di dolore
prova a tendere l'orecchio e forse sentirai i miei sentimenti
violentati atrocemente per un negato incontro d'amore.
E se la parvenza delle circostanze ti può sembrare insopportabile
sei davvero ottimista: solo due cuori struggenti possono ravvisare
la lacerante ferita inflitta da chi non sa individuare la labile
differenza tra chi ama per vivere e chi vive per amare.
E se la Vita proprio per quest'ultimi riserva tutte le sofferenze
agli amanti sia gradita la Morte, accusatrice delle ree coscienze.
la mia spina dorsale devastata dall'inutilità.
Il tempo, la distanza e la gente hanno in potenza
ogni mio desiderio, non mi resta alcuna possibilità.
Nella notte scura in cui i sospiri sembrano lamenti
e le stelle nel cielo appaiono come scintille di dolore
prova a tendere l'orecchio e forse sentirai i miei sentimenti
violentati atrocemente per un negato incontro d'amore.
E se la parvenza delle circostanze ti può sembrare insopportabile
sei davvero ottimista: solo due cuori struggenti possono ravvisare
la lacerante ferita inflitta da chi non sa individuare la labile
differenza tra chi ama per vivere e chi vive per amare.
E se la Vita proprio per quest'ultimi riserva tutte le sofferenze
agli amanti sia gradita la Morte, accusatrice delle ree coscienze.
Destino
Non sei il solo, o Prometeo, a soffrire
le pene dell'Inferno per aver alzato il capo;
spesso è decisione assai più saggia inghiottire
il torto e rendere ragione all'indiscutibile capo.
Nato nella cenere, nella cenere morirai
è una classe che ci appartiene per Natura
e per quanto al salto titanico tu mirerai
mai, se non l'attimo prima che la Morte sia matura,
lo compierai, statico figlio di uno statico motore.
Senti come sulle vette dei monti sferzati
da un vento consolatore ed annichilitore
il tuo nome rimbomba a gran voce, o folle tracotante!
E' Plutone a tuonare che i tuoi soli son passati
e alle Parche non resta che recidere il tuo filo, con mano tremolante.
le pene dell'Inferno per aver alzato il capo;
spesso è decisione assai più saggia inghiottire
il torto e rendere ragione all'indiscutibile capo.
Nato nella cenere, nella cenere morirai
è una classe che ci appartiene per Natura
e per quanto al salto titanico tu mirerai
mai, se non l'attimo prima che la Morte sia matura,
lo compierai, statico figlio di uno statico motore.
Senti come sulle vette dei monti sferzati
da un vento consolatore ed annichilitore
il tuo nome rimbomba a gran voce, o folle tracotante!
E' Plutone a tuonare che i tuoi soli son passati
e alle Parche non resta che recidere il tuo filo, con mano tremolante.
Maschere
Nelle case, nelle strade, nei palazzi
maschere di moda, convenienza e potere
soli in mezzo a mille soli pazzi
in un turbinio di noia rassegnati a giacere.
Incatenati beati a questa spirale statica
Saguinanti per le imposizioni delle regge
in questa sorta di rappresentazione drammatica
ci illudiamo di sopravvivere da fuorilegge.
Ma in realtà ci passiamo, come in una traumatica
staffetta, le maschere del tristo teatrino
senza avvedercene, stolti illusi con gli occhi cavati.
Ed io nemmeno sono esente da questo destino
poichè quello che sono voglio essere
e sono invece quello che voglio essere.
maschere di moda, convenienza e potere
soli in mezzo a mille soli pazzi
in un turbinio di noia rassegnati a giacere.
Incatenati beati a questa spirale statica
Saguinanti per le imposizioni delle regge
in questa sorta di rappresentazione drammatica
ci illudiamo di sopravvivere da fuorilegge.
Ma in realtà ci passiamo, come in una traumatica
staffetta, le maschere del tristo teatrino
senza avvedercene, stolti illusi con gli occhi cavati.
Ed io nemmeno sono esente da questo destino
poichè quello che sono voglio essere
e sono invece quello che voglio essere.
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