martedì 27 aprile 2010

Temporale

tutta la notte
ad occhi chiusi
nel mio letto
dipinto d'argento
ad ascoltar
piangere il cielo
e tuonare
il firmamento

non ti ho mai amato
così tanto

domenica 18 aprile 2010

4:24

non c'è
nulla
nelle nostre orbite
VUOTE
affacciate
su una distesa
simmetrica
di betulle
dilaniate dallo smog
dell'irrequietezza
denudate
dal gelo venefico
dell'insoddisfazione
polsi legati
con le vene pulsanti
delle frasi
che non confessiamo
e mani inchiodate
a questo soffitto
greve e basso
schiavi impotenti
di un desiderio
irrealizzabile
ed indefinibile
ed infinite distese
VUOTE
è tutto quello
che abbiamo
dinanzi a noi

sabato 17 aprile 2010

3:18

senza di te
questa stanza
sembra vuota
posso sentire
il respiro
delle pareti
posso sentire
il respiro
sempre più ansante
sempre più ansante

questa finestra
sembra la fauce
di una fiera
sbarre fitte
sono i suoi denti
affilati come aculei
che mi dilaniano
tutta la notte
ora dopo ora
fino all'aurora

senza di te
muore lentamente
il mio io lacunoso
in un letto straniero

martedì 13 aprile 2010

Rifugio

A volte vorrei vivere in un'abitazione vuota
completamente priva di mobili e quadri
in mezzo ad una selva impenetrabile e remota
dove le fitte fresche fronde celano grevi
la finta tinta di un cielo fatto di lenzuoli
un bosco il cui interminabile pavimento
è un abbraccio totale di arbusti morti e avvilimento
e la vita ormai respinta da esso confluisce tradita
nei recessi della mia interiorità assente
muta di fronte ad una finestra fatiscente
su questa valle lunare di negazione silente.

Ma per prima cosa annienterei il tuo spettro
e lo seppellirei in una gabbia arrugginita
sotto due cento piedi di ricordi lasciati indietro
poi eliminerei ogni forma di vita esistente
su tutta la superficie della selva infinita
che siano le loro nenie l'ultimo suono immanente
che io possa udire in questi luoghi muti
e ovunque disseminerei invisibili guardiani nudi
sparsi in tutta la boscaglia ammutolita
così che finalmente, estirpata ogni fonte di distrazione,
possa pervenirmi il tuo perverso pianto di invocazione.

lunedì 12 aprile 2010

Piazza al volgere della sera

al centro della piazza deserta
le dita pungenti del sole indifferente
raschiano l'esistenza dal suolo deliquescente
arida distesa di pietra soffocata dall'arsura
e la percezione cosciente spira in un istante

lungo gli alti muri dei palazzi silenti
addormentati gialli nell'ora di punta
si allungano oscene le ombre della sera
come fantasmi polverosi negli armadi
abbandonati durante i traslochi estivi

e l'immobilità di questo attimo
si realizza eterna giusto il tempo di un sorriso
poi si spegne tra le onde della dimenticanza

e l'innocenza di questo attimo
è già appassita prima ancora di fiorire
perduta come le barchette di carta nei canali

Aprile è il mese più crudele

dentro i miei occhi
tu avevi visto la luce
avevi visto una nuova vita
dietro lo spettro dei miei occhi
tu avevi visto la luce
ma volevi solo buio
solo buio e negazione
contraddizione e negazione

e mentre ti abbracciavo
e mentre piangevi
mentre morivi
l'eccitazione sgorgava
dentro di me
che cosa inumana da dire
mentre piangevi
io ero eccitato

siamo schiavi
dell'occhio
che pulsa

il mostro vive
in ognuno
di noi

sabato 3 aprile 2010

Processione

Si sveglia il mattino assopito
lunghe ciglia lunghe notti andate
rosei archi concentrici nel cielo
occhi socchiusi letti disfatti
fughe da oscure case sconosciute
reminescenze confuse opachi ricordi
inafferrabili progetti di resurrezione
lavati dallo scorrere del tempo
piccole onde inghiottite dagli abissi
e poca schiuma nell'oceano
pochi giorni lucidi pochi giorni lievi
cade la pioggia niente sollievi
appesantisce le nostre teste svuotate dalla notte
sommerge i nostri occhi accecati
dalla bianca luce del cielo mattutino
lama di coltello scintillante come diamante
ciechi vaghiamo nel sole di mezzogiorno
il sole di mezzogiorno a mezzanotte
visto e dimenticato troppe volte
addio addio silenti vicoli inesplorati
addio locali evacuati addio canali evaporati
in una lenta processione inesorabile
passo dopo passo spiro inconsapevole
di ritorno verso una dimora insincera
ci incontreremo di nuovo stasera
in grigi pensieri inconfessabili
fantocci morenti in fiamme ineffabili.