Non c'è alcuna zona desertica
nell'attuale presente che mi circonda:
l'edera selvatica, di un verde livido
ha ormai abbracciato ogni cellula ancora in vita
e si è rampicata egoista
sopra ogni portone che ha incontrato
rendendolo così inaccessibile a chiunque
grazie al suo coito gargantuesco;
le cellule morte, esse giacciono ormai sottoterra
e contribuiscono a far nascere nuovi spettri
humus sgradito a qualunque animale
errante in cerca di prede.
Ed in questo oceano di verde
trascorro le faticose ore della mia esistenza
rapito dallo spettacolo sublime della vita
ma affascinato dai pertugi più oscuri
─ quanti segreti può celare una soffitta abbandonata
tra cocci di bambole struprate che effondono morte! ─
e quando, nel momento in cui scende la sera,
sento il pianto triste di questo universo
realizzo che in questa solitudine affollata di fantasmi
non troverò mai la pace
perchè c'è qualcosa nel mio profondo
un urlo che silenzioso tace.
martedì 26 maggio 2009
mercoledì 20 maggio 2009
Espiazione
La Terra Promessa sembra spalancarsi davanti a noi
e bisce e serpenti si aggrovigliano all'interno dei nostri stomaci
dieci notti di lacrime è stata la mia meritata espiazione
ora aggrappiamoci a questi fuggevoli secondi di perdizione
e anche se lo so che averla equivale a non desiderarla più
dilaterò gli istanti ed annegherò esausto per non tornare più su.
Le pareti diventano viola e si allaga il pavimento
ma noi per il momento siamo al sicuro, nell'utero del godimento
e tutto il mondo grida, ed implode il silenzio
i nostri sguardi anneriti dalla fuliggine del peccato
dimmi che sono sporco, dimmi che sono indelicato come uno sconosciuto
dimmi che sono il confessore bugiardo che a lungo hai aspettato.
E sgorgano le sue lacrime, e anche noi affondiamo
e ci aspetteranno altre dieci notti di tormento
e ci soffermeremo sui particolari, ed i nostri occhi si schiariranno
ma schiavi del giovedì attenderemo spasmodici quel momento
in cui le bisce ed i serpenti che ci teniamo dentro
ritorneranno alla vita, cambiando di nuovo pelle senza un solo lamento.
e bisce e serpenti si aggrovigliano all'interno dei nostri stomaci
dieci notti di lacrime è stata la mia meritata espiazione
ora aggrappiamoci a questi fuggevoli secondi di perdizione
e anche se lo so che averla equivale a non desiderarla più
dilaterò gli istanti ed annegherò esausto per non tornare più su.
Le pareti diventano viola e si allaga il pavimento
ma noi per il momento siamo al sicuro, nell'utero del godimento
e tutto il mondo grida, ed implode il silenzio
i nostri sguardi anneriti dalla fuliggine del peccato
dimmi che sono sporco, dimmi che sono indelicato come uno sconosciuto
dimmi che sono il confessore bugiardo che a lungo hai aspettato.
E sgorgano le sue lacrime, e anche noi affondiamo
e ci aspetteranno altre dieci notti di tormento
e ci soffermeremo sui particolari, ed i nostri occhi si schiariranno
ma schiavi del giovedì attenderemo spasmodici quel momento
in cui le bisce ed i serpenti che ci teniamo dentro
ritorneranno alla vita, cambiando di nuovo pelle senza un solo lamento.
martedì 19 maggio 2009
Notti bianche e luci spente
Notti bianche ─ e luci spente
gioco infantile ─ e adulta consapevolezza
e tracce ruvide ─ difficili a vedersi
ma lasciate lì ─ non occultate
fili invisibili ─ e teste tagliate
e braccia conserte ─ e frasi sussurrate
tradimento silente ─ nessuna attenuante
poco piacere ─ tanto peccato
l'incubo di una vita ─ il sogno di un secondo
il bacio della condanna ─ l'abbraccio dell'amore
la vita nell'ombra ─ e la morte sotto il sole.
gioco infantile ─ e adulta consapevolezza
e tracce ruvide ─ difficili a vedersi
ma lasciate lì ─ non occultate
fili invisibili ─ e teste tagliate
e braccia conserte ─ e frasi sussurrate
tradimento silente ─ nessuna attenuante
poco piacere ─ tanto peccato
l'incubo di una vita ─ il sogno di un secondo
il bacio della condanna ─ l'abbraccio dell'amore
la vita nell'ombra ─ e la morte sotto il sole.
venerdì 15 maggio 2009
Perversione
Chi può sapere cosa passa nella sua mente
quando licenziosa la sua mano perlacea
accarezza lo spigolo d'alabastro
confine invisibile che separa la perversione
dalla concezione di ceramica che ha di sè.
Lo sguardo vitreo rimane celato
da un velo nero di convenzionale pudicizia
mentre i demoni viziosi che ha dentro
salgono repentini fino all'oblio dei sensi
eclissati da una pioggia di tenebre.
Lussuria, per quanti anni ti ho dissimulato
feto che ancora giace nel mio utero, trapassato
è giunta l'ora di dire addio alla luce del sole
─ i lucenti fiordi ghiacciati mi chiamano insistenti
e fosche perversioni sono ibernate sotto la superficie ─
ultimo tramonto dell'immacolata esistenza!
Accecanti, accecanti stivali di pelle nera
nelle tenebre mi guidano verso una stella
una stella caduta, una stella ormai spenta
deceduta nella bara dell'innocenza
un'esistenza recitata, un'esistenza passata
inesistente nei lunghi inverni della mia quiescienza.
quando licenziosa la sua mano perlacea
accarezza lo spigolo d'alabastro
confine invisibile che separa la perversione
dalla concezione di ceramica che ha di sè.
Lo sguardo vitreo rimane celato
da un velo nero di convenzionale pudicizia
mentre i demoni viziosi che ha dentro
salgono repentini fino all'oblio dei sensi
eclissati da una pioggia di tenebre.
Lussuria, per quanti anni ti ho dissimulato
feto che ancora giace nel mio utero, trapassato
è giunta l'ora di dire addio alla luce del sole
─ i lucenti fiordi ghiacciati mi chiamano insistenti
e fosche perversioni sono ibernate sotto la superficie ─
ultimo tramonto dell'immacolata esistenza!
Accecanti, accecanti stivali di pelle nera
nelle tenebre mi guidano verso una stella
una stella caduta, una stella ormai spenta
deceduta nella bara dell'innocenza
un'esistenza recitata, un'esistenza passata
inesistente nei lunghi inverni della mia quiescienza.
martedì 12 maggio 2009
Commozione
Scuotimi violentemente le viscere
e perturbami facendo piovere sul mio capo
abbassato ad ogni tuo desiderio
ora che piove sui nostri sorrisi
e grandina sul nostro futuro
ma io non ho paura
sapendo che per me tu esisti ancora
e che io per te non sono ancora un fantasma.
Ci sono stati negati i cieli più azzurri
perchè ci hanno detto che la tempesta a volte
rende più bello l'apparire dell'arcobaleno
ed io ne sono convinto
perchè chi vede solo giorni dorati
non potrà mai vedere quei sette splendidi colori.
E la nostra sarà pure una commedia degli errori
sarà come fare un salto nel vuoto
e come svegliarsi un giorno che fuori è autunno
e coricarsi di notte ancora con la luce fuori dalla finestra
e la nostra candela forse si sta spegnendo a poco a poco
ma noi staremo svegli tutta la notte
per alimentarla istante dopo istante
con tutto il fuoco della nostra passione
e con il vento violento della commozione.
e perturbami facendo piovere sul mio capo
abbassato ad ogni tuo desiderio
ora che piove sui nostri sorrisi
e grandina sul nostro futuro
ma io non ho paura
sapendo che per me tu esisti ancora
e che io per te non sono ancora un fantasma.
Ci sono stati negati i cieli più azzurri
perchè ci hanno detto che la tempesta a volte
rende più bello l'apparire dell'arcobaleno
ed io ne sono convinto
perchè chi vede solo giorni dorati
non potrà mai vedere quei sette splendidi colori.
E la nostra sarà pure una commedia degli errori
sarà come fare un salto nel vuoto
e come svegliarsi un giorno che fuori è autunno
e coricarsi di notte ancora con la luce fuori dalla finestra
e la nostra candela forse si sta spegnendo a poco a poco
ma noi staremo svegli tutta la notte
per alimentarla istante dopo istante
con tutto il fuoco della nostra passione
e con il vento violento della commozione.
lunedì 11 maggio 2009
Ritorna
Ritorna
e annienta le mie barriere
e le gomene delle mie barche
recidile senza pensarci con un sol colpo.
Fatti vedere
e sfigurati il volto
cosicchè potendo vedere anche solo i tuoi occhi
io sempre potrò riconoscerti in mezzo a tutte.
Amami
e non dire una sola parola
cosicchè il ricordo profumato che ci resterà di questa notte
in niente differisca dall'aver colto un fiore raro.
Ed infine vattene
ma non far rumore mentre chiudi la porta
perchè non voglio correre il rischio che tu mi possa svegliare
e che i petali che ho appena fatto miei appassissero tutto d'un colpo.
Tu sei delicata,
tu sei sempre forte.
e annienta le mie barriere
e le gomene delle mie barche
recidile senza pensarci con un sol colpo.
Fatti vedere
e sfigurati il volto
cosicchè potendo vedere anche solo i tuoi occhi
io sempre potrò riconoscerti in mezzo a tutte.
Amami
e non dire una sola parola
cosicchè il ricordo profumato che ci resterà di questa notte
in niente differisca dall'aver colto un fiore raro.
Ed infine vattene
ma non far rumore mentre chiudi la porta
perchè non voglio correre il rischio che tu mi possa svegliare
e che i petali che ho appena fatto miei appassissero tutto d'un colpo.
Tu sei delicata,
tu sei sempre forte.
La vita sotto il sole
Le lancette silenziose
dell'orologio della mia coscienza
mi destano prepotentemente
dall'alcova in cui mi ero adagiato
per sognare una volta ancora.
Ed esse, una dopo l'altra,
acuiscono il rimorso postumo
per avere unito in una relazione incestuosa
il mio futuro con il mio passato
e l'adulterio delle promesse mai mantenute
fa scoccare i dodici fatali rintocchi
che inevitabilmente portano alle lacrime
─ io, amante lussurioso
tradito dalle mie stesse aspettative!
Dove mi trovo,
in tutto questo buio?
Perchè il bello deve rimanere sempre nascosto
in tutto questo buio?
La vita sotto il sole,
è forse solo un sogno?
dell'orologio della mia coscienza
mi destano prepotentemente
dall'alcova in cui mi ero adagiato
per sognare una volta ancora.
Ed esse, una dopo l'altra,
acuiscono il rimorso postumo
per avere unito in una relazione incestuosa
il mio futuro con il mio passato
e l'adulterio delle promesse mai mantenute
fa scoccare i dodici fatali rintocchi
che inevitabilmente portano alle lacrime
─ io, amante lussurioso
tradito dalle mie stesse aspettative!
Dove mi trovo,
in tutto questo buio?
Perchè il bello deve rimanere sempre nascosto
in tutto questo buio?
La vita sotto il sole,
è forse solo un sogno?
giovedì 7 maggio 2009
Testimoni
Quale degrado stiamo conoscendo!
La parabola del progresso che con il sudore dei nostri avi
è stata sospinta metro dopo metro quasi fino a toccare il cielo
ora sprofonda sempre più negli abissi della vergogna
e siamo giunti al punto che alla luce del giorno
questi becchini compiono le loro abominevoli esumazioni!
E noi gridiamo al vento finchè la gola non è un deserto
ma non è forse giusto, come si diceva a S. Pietroburgo,
l'omicidio del singolo per il bene della comunità?
E non dovrebbe forse essere permessa l'insurrezione
di tutti, quando chi dovrebbe governare per il loro bene
oscenamente si rotola nel fango più melmoso
grugnendo e ridendo apertamente dei loro diritti?
E chi sarà il testimone
quando la nebbia sarà troppo fitta per vedere?
Viviamo indifferenti per interi mesi
e non ci accorgiamo del cadavere della nostra società
che lentamente si decompone a pochi metri da noi
─ e i rantoli di aiuto li abbiamo sentiti,
ma ci siamo guardati bene dall'intervenire!
Poi all'improvviso gemiamo tutti in coro
lamentandoci del tanfo infernale che il morto effonde
nel corso dei lunghi anni più grigi
che la nostra storia abbia mai conosciuto
una puzza ormai destinata solo a stagnare
inesorabilmente nelle nostre narici, per sempre.
E chi sarà il testimone
quando saremo tutti troppo ciechi per vedere?
La parabola del progresso che con il sudore dei nostri avi
è stata sospinta metro dopo metro quasi fino a toccare il cielo
ora sprofonda sempre più negli abissi della vergogna
e siamo giunti al punto che alla luce del giorno
questi becchini compiono le loro abominevoli esumazioni!
E noi gridiamo al vento finchè la gola non è un deserto
ma non è forse giusto, come si diceva a S. Pietroburgo,
l'omicidio del singolo per il bene della comunità?
E non dovrebbe forse essere permessa l'insurrezione
di tutti, quando chi dovrebbe governare per il loro bene
oscenamente si rotola nel fango più melmoso
grugnendo e ridendo apertamente dei loro diritti?
E chi sarà il testimone
quando la nebbia sarà troppo fitta per vedere?
Viviamo indifferenti per interi mesi
e non ci accorgiamo del cadavere della nostra società
che lentamente si decompone a pochi metri da noi
─ e i rantoli di aiuto li abbiamo sentiti,
ma ci siamo guardati bene dall'intervenire!
Poi all'improvviso gemiamo tutti in coro
lamentandoci del tanfo infernale che il morto effonde
nel corso dei lunghi anni più grigi
che la nostra storia abbia mai conosciuto
una puzza ormai destinata solo a stagnare
inesorabilmente nelle nostre narici, per sempre.
E chi sarà il testimone
quando saremo tutti troppo ciechi per vedere?
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