mercoledì 24 marzo 2010

La mia dama

La mia dama mi porta in un mondo alieno
dove ogni entità effonde luce dal proprio seno
dove ogni anima si unisce trasparente
alle altre come in un sogno iridescente.

La mia dama rende liquide le mie emozioni
e le mesce con le tue e le amalgama con le sensazioni
di tutta l'umanità che intorno a me ondeggia
trasfigurando la realtà in un'onda che volteggia.

La mia dama cento nuove strade mi fa percorrere
invaso dall'estasi eterea non sento scorrere
le ore della cieca notte che va e viene
e che ritorna nella mia mente con antiche cantilene.

La mia dama mi tiene desto per la notte bendata
e mi dona le visioni della città addormentata
facendo sbocciare un terzo occhio sulla mia fronte
più nessun limite ora ─ più nessun orizzonte.

sabato 20 marzo 2010

Sabato Pomeriggio / Cieli Grigi

Sabato pomeriggio
morto prima da nascere
se ne è andato per sempre
quando tutti ancora dormivano
trascinandosi dietro
i brandelli del Venerdì notte
come una silente incalzante
processione di fantasmi fluttuanti
─ catene alle loro caviglie!
catene intorno ai loro candidi colli
così delicati da strangolare!

Sabato pomeriggio
eccolo che arriva
camminando dinoccolato
sugli assopiti navigli
─ acque stagnanti!
acque torbide e stagnanti!
è tutto qua quello che meritiamo,
sabato pomeriggio?
E cieli grigi
sopra i nostri passi
mi fanno morire.

Sabato pomeriggio
arenato su una barca
fatta con le ossa del Venerdì
─ arriverà il momento di salpare!
arriverà il momento di salpare
e di naufragare
inabissarsi immobili
dentro un letto disfatto
guardando i giorni
evanescenti come meduse
svanire nelle onde di Ieri.

e cieli grigi
sopra i nostri giorni
mi fanno soffrire

cieli grigi cieli grigi
cieli grigi ─
mi fanno morire

martedì 16 marzo 2010

Domenica mattina

Domenica mattina
spalanca nuovamente
le porte sui viali alberati
─ a un limbo senza fine
sembravamo essere destinati.

Domenica mattina
di nuovo alla mia porta
con un sorriso di plastica
─ e tu che danzi nel mio letto
sei il sogno che non ho avuto stanotte.

Domenica mattina
chiama i morti per nome
sussurrando ninnananne per ore
─ spalancare la finestra
ci mostrerà un mondo migliore?

Domenica mattina
ci farà dimenticare
i sogni di domenica notte
─ ma finché non entra il sole
potrà essere domenica notte
ancora per infinite ore?

lunedì 15 marzo 2010

Il trauma

Per te
sarò il rifugio
nel quale tu,
viandante errante,
troverai conforto
e abbracci fraterni
e nasceranno
momenti eterni
come vergini fiori
dalla notte muta.

Per te
sarò l'argine
contro cui tu,
fiume in piena,
ti infrangerai
con una perenne
contusione
partorendo
la schiuma
della passione.

Per te
sarò la notte
più buia
in cui tu,
avvolta dal silenzio
degli astri roteanti,
annegherai
volontariamente
dimenticando il sole
dei giorni cangianti.

(In cambio di tutto questo)
Sii tu per me
il trauma
del presente che avanza
il trauma
del futuro che incalza
il trauma
del passato che ritorna
e narcotizzami
col veleno dei tuoi baci
ed annientami
con i tuoi amplessi fugaci.

mercoledì 3 marzo 2010

Cyprianophobia

Ti ho vista
quasi per caso
una mattina
di settembre
abbandonare
il tuo involucro
in un vicolo
silente
un'ombra
sui binari
del metrò
una malattia
che ancora
non ho.

Ti ho vista
sul fondo
di una vasca
da bagno
nel pomeriggio
pallido
inabissarti
in uno stagno
divincolarti
mascherata
da occulte mani
cercare implorante
i miei occhi
lontani.

La sera ─ Ti ho vista
riflessa
su uno specchio
appannato
spalancare
di colpo
gli occhi
malati
e scrutarmi
con un sorriso
storpiato
il sorriso
dei feti
mai nati.