martedì 24 novembre 2009

Indipendenza

In quella notte in cui finalmente recisi
il cordone ombelicale che mi legava alla realtà
mi svegliai solo in una stanza millenaria
in cui candidi fiori effondevano il profumo dell'eternità.

Un vento gelido sussurrava ninnananne dimenticate
che avevano accarezzato i miei sensi in un'altra vita
e lacrime di nostalgia venivano giù a nevicate
mentre la mia percezione giaceva annichilita.

Sulle pareti trasparenti crescevano piante rampicanti
e dietro ad esse erano nude come specchi deformanti
una malinconica melodia risuonava in modo opprimente
e aprendo gli occhi mi vidi riflesso esternamente.

Ma in tutto questo freddo scenario di disperazione
vi era quel che da sempre ho cercato senza risoluzione
vi era un silenzio greve che gravava sulla mia coscienza ─
finalmente aprii gli occhi e corsi ad abbracciare Indipendenza.

venerdì 20 novembre 2009

Gli Altri

Folla senza faccia, spettri senza volto
gli Altri assorbono i nostri pensieri profondi
e ne riciclano il contenuto stravolto
sotto forma di spazzatura da bassifondi.

Sudano pregiudizio e grondano indifferenza
nelle sere di ottobre li vedi camminare a testa alta
vestiti tutti uguali, normali all'apparenza
sono gli ingranaggi di una minaccia occulta.

Essi ti concederanno la fama per un secondo
e ti prometteranno amore e denaro
faranno marcire il tuo sentimento rendendolo immondo
renderanno i baci scambiati sempre più amari.

Ti abbracceranno e ti faranno sentire importante
ti faranno credere che hai un ruolo in tutto questo
faranno evaporare tutti i tuoi sogni in un istante
diventerai un ordinario incubo frutto di un noioso incesto.

giovedì 19 novembre 2009

Piazza Castello

Una notte sulla Terra
ci siamo incamminati nelle tenebre
e siamo riusciti ad uscirne
ineffabilmente luminosi
riflettendo nei monumenti
pallidi come la luce lunare
i nostri volti vergini
candidi come lustrati astri.

Quella notte che sembrava
dovesse durare per sempre
ci siamo immersi all'unisono
in un'apnea assoluta
senza angoscia alcuna
abbiamo abbattuto
le pareti del tempo
ebbri di febbrile giovinezza.

E dovunque errassimo
sorgevano fonti di fulgore
molteplici tonalità di luce
ci investivano la vista
e una piazza argentata
era il nostro alveo velato
in quella notte d'estate
che davvero durerà per sempre.

mercoledì 18 novembre 2009

Lungomare invernale

Ragazzina, occhi tristi velati di rugiada,
non hai più un sorriso per me?
Una moneta per i tuoi pensieri
e il mare intero per i tuoi desideri
che ancora ti sfiorano e ti fanno sanguinare
su questo infinito lungomare invernale.

Ragazzina, occhi abbassati e silenti lamenti,
nella sabbia cosa cerchi?
─ Cerco granuli di emozioni
e alghe intrise di sensazioni
che il mare della vita mia
non mi abbia ancora portato via.

Ragazzina, occhi semichiusi e labbra esangui
su nel cielo cosa insegui?
─ Inseguo il volo dei gabbiani
che similmente al mio domani
mi abbandonano in questi freddi giorni
nella remota speranza che ritorni.

Ragazzina, dov'è fuggito il tuo domani?
─ In qualche nube di tempesta allontanata dal vento
ma non importa, perché sarebbe stato spento
esattamente come l'immutabile presente ─
e, volgendoti verso il mare aperto, piangi silenziosamente
consapevole che sarà il passato a ritornare per sempre.

lunedì 16 novembre 2009

Quando muore un amore

Sopra la mia testa scorrono tutte le onde del mare
e dentro di essa posso vedere tutti i colori del buio
il soffitto è un grande acquario sotterraneo
la mia mente una soffitta in cui ogni cosa è sottosopra.

Un fantasma mi dorme accanto, e sospira
e mi dice che passerà molto tempo prima che arrivi il mattino
e d'altra parte non potrò nemmeno vedere i primi raggi del sole
poiché io stesso ho applicato alle mie finestre vetri neri.

E mi chiederò sempre ─ quando muore un amore
chi metterà sulla sua tomba un fiore?

La pioggia batte forte sul tetto, questa notte
sembrano le dita scheletriche di mille fantasmi passati
che bussano per reclamare la mia salma argentata
─ non avere paura di loro e consegnala con un sorriso.

Non dev'essere poi male la vita sottoterra
di sicuro laggiù la pioggia fa un suono più bello
e ci sarà gente senza volto che arriverà da ogni soffitta
e laverà via dalla mia tomba tutti i ricordi tristi.

Ma mi chiederò sempre ─ quando muore un amore
chi metterà sulla sua tomba un fiore?

La bambola

Ora sorridi ironica e ti nascondi
dietro un velo di presunzioni
e quei tuoi occhi offesi
li usi per enumerare le tue condizioni
e sei certa che me li ricorderò a lungo
e hai ragione, bambolina mia.

Ma questi pugnali che pronunci
come se non dessi loro importanza
lo sai che mi tengono sveglio la notte
ed assassinano la mia speranza?

Probabilmente non te ne rendi conto
ancora immersa nel tuo mondo da bambina
e forse sei troppo impegnata a contare le tue lacrime
per riuscire a vedere il letto di sangue
in cui mi sono svegliato stamattina.

Eppure all'inizio tutto sembrava un sogno
con la neve, il sole e l'inizio di una nuova stagione
ma ora che le mie attenzioni ti giungono solo come richieste
abbasso gli occhi e medito se non sia stata solo un'allucinazione.

E non guiderò i tuoi movimenti,
non guiderò i tuoi passi, questa volta
ma anche se non sai ancora dare un nome ai tuoi sentimenti
corri da me prima che Speranza sia sepolta.

Oppure aspettami al solito incrocio, nella solita via
e sarò io ad arrivare di corsa perché tu per un'ora sia ancora mia
ti troverò con in braccio Speranza e non più con gli occhi offesi
ed abbracciandomi mi dirai che anche questa volta ci siamo fraintesi
ma per prima cosa ti chiederò ─ chi sei questa volta?

domenica 8 novembre 2009

Crepe

Ovunque l'inverno cristallizza eterni momenti
e la pioggia sui tetti fa nascere fiori lunari
e le strade asfaltate rifulgono di luce propria
specchi sui quali riflettiamo i nostri santuari.

E la gente per le strade cammina solenne
che sembrano tante onde gemelle di un unico oceano
ed il gelo della sera che scende rivela il calore
che custodiamo dietro un muro di pietra.

E noi dove ci troviamo adesso,
ora che l'inverno da un senso all'estate passata?
Siamo forse annegati abbracciati
in una città straniera in cui abbiamo sepolto i nostri abbracci
nelle crepe notturne di una stazione abbandonata?

Preghiera silente

Squarciami, notte, il petto malato
e i singhiozzi irrisolti, cristallizzali
e lambiscimi la fronte con le tue labbra ghiacciate
così che ancora una volta io possa assaporare
il gusto di quelle notte ormai passate.

Dovunque ora vengono partoriti demoni
e da tutto il soffitto pendono ghiaccioli
che ci trafiggono l'anima insoddisfatta
come le silenti ombre nascoste
dei nostri più dolorosi ricordi d'infanzia.

Due strade opposte abbiamo imboccato
e a testa bassa le percorreremo insieme, fino alla fine
coscienti di aver fin dal principio errato
perché desiderio e delusione sono fratelli gemelli
separati soltanto da un'impercettibile linea di confine.