il cordone ombelicale che mi legava alla realtà
mi svegliai solo in una stanza millenaria
in cui candidi fiori effondevano il profumo dell'eternità.
Un vento gelido sussurrava ninnananne dimenticate
che avevano accarezzato i miei sensi in un'altra vita
e lacrime di nostalgia venivano giù a nevicate
mentre la mia percezione giaceva annichilita.
Sulle pareti trasparenti crescevano piante rampicanti
e dietro ad esse erano nude come specchi deformanti
una malinconica melodia risuonava in modo opprimente
e aprendo gli occhi mi vidi riflesso esternamente.
Ma in tutto questo freddo scenario di disperazione
vi era quel che da sempre ho cercato senza risoluzione
vi era un silenzio greve che gravava sulla mia coscienza ─
finalmente aprii gli occhi e corsi ad abbracciare Indipendenza.