martedì 16 dicembre 2008

Disillusione

Gli intercapedini di una porta sembrano più spaziosi
nel momento in cui ci si prepara ad aprirla
e la luce fioca che da sotto di essa striscia sui piedi
è malauguratamente fonte inesauribile di speranza
che sempre rinasce come un cancro
mentre ogni suono si spegne in un applauso
una lampadina esplode lasciando tutti al buio
e quella che un secondo fa era una risata sguaiata
si trasforma ora in un orrendo grido di angoscia
mentre ognuno nella sua gelida tomba
implora una fonte di calore che possa alleviare
gli spifferi che entrano da ogni crepa
e che lacerano le aspettative con tagli invisibili
mentre le foglie ignare spiccano il volo
per poi spegnersi inevitabilmente sul solitario suolo.

venerdì 5 dicembre 2008

Ritorno a casa

Camminando a testa bassa per i viali alberati
nelle sere d'inverno ho visto il blu cobalto scendere
e colorare tutto il mondo di una sfumatura malinconica
nel silenzio di un giorno che muore.

Ed intanto l'aria rarefatta si personificava
e spiava sotto il pastrano di ogni passante
che con le mani gelide nelle grandi tasche
noncurante dell'ospite, avanzava silente.

In questo quadro di rassegnazione diffusa
mentre frammenti del passato stavano riafforando
come quadri polverosi rinvenuti in soffitta
uno sparo improvviso liberò tutti i sensi
e la mia attenzione si dileguò come un ladro
dilatandosi le percezioni
uno sparo improvviso liberò tutti i sensi
uno sparo improvviso liberò tutti i sensi
uno sparo improvviso liberò tutti i sensi...

mercoledì 3 dicembre 2008

Muffa

Ogni minuto che ci divide è per me
solamente fonte di ringiovanimento
e, dopo un milione di minuti, ormai di te
non resta che qualche chiazza di muffa
dove le pareti ingiallite scopano col soffitto.

Ho preferito cancellarti invece di alimentarti
come un fuoco vivo nei miei pensieri
niente può contare qualcosa se tu non gli dai retta
niente può impedirti di guardare al domani
ho dovuto impararlo anche troppo in fretta.

Intanto scorre la vita - o come vuoi chiamarla
intanto scorrono fiumi di persone
e oceani di relazioni apparentemente perfette
sono sconvolte dalle correnti marine dell'ipocrisia
mentre per me tutto tende a scomparire.

Li ho guardati di fretta, senza darci attenzione
mi son detto "impareranno anche loro"
e il terreno sotto ai miei piedi non mi è mai sembrato
così solido, mi sentivo come in un'aura di immunità
mentre tutto girava, mentre tutto implodeva.

martedì 2 dicembre 2008

Ingannevole è il desiderio sopra ogni cosa

Mutevole come il tempo atmosferico è la natura umana
il desiderio che oggi ci eleva, domani, ottenutolo, ci schiaccia
imprigionati dentro gabbie con la serratura esterna
circondati dalle carcasse delle aspirazioni passate.

Ciò che chiamiamo felicità non esiste
esiste soltanto l'aspirazione ad un ideale futuro
che muore un solo istante dopo averla raggiunta
e che ci lascia un vuoto rinnovato da riempire nuovamente.

Fugge il nostro spirito da traguardo a traguardo
al punto che la nostra mente, lenta rispetto ad esso,
non riesce a tenere il suo passo e a comprendere i suoi moti
e ciò ci rende viandanti eternamente insoddisfatti.

Qualunque oggetto che inizialmente vediamo come la meta finale
una volta raggiunto non si rivela che una tappa intermedia
verso un indefinito ambìto orizzonte che sfugge ai nostri occhi
ed intanto, sopra le nostre teste, scende fredda la sera.

lunedì 1 dicembre 2008

L'impero della mente

Evoca un segreto velato una porta bianca socchiusa
che delimita il territorio delle tenebre
che avanza strisciando su un pavimento verde
l'ineffabilità, il mistero irrisolto
apre mondi infiniti oltre la percezione materiale
dove non è l'occhio a vedere, ma la mente
ed i muri sembrano restringersi, le pareti scoscese
guidano solennemente la mano in avanti
verso universi paralleli pronti a manifestarsi
e forse in uno di questi non ci siamo ancora incontrati
tu ed io, e avremo la possibilità di conoscerci ancora
immuni dalle ferite che ci hanno dilaniato in quello attuale.

sabato 29 novembre 2008

Pomeriggio invernale

Affondare con i piedi nelle paludi dell'esistenza
lasciarsi sferzare controvento, lasciarsi piovere addosso
in un pomeriggio d'inverno, con le mani ghiacciate
cercare un approdo, un luogo inesistente.

Vagare nell'ombra come sagome esiliate dal mondo
urtando contro i muri, lasciarli sanguinanti
abbassare lo sguardo, avanzare con il vuoto nel cuore
guardando al di là delle cose, quando poi non c'è niente.

Ed intanto sentire tutto il mondo gridare
come schegge impazzite che si penetrano a vicenda
ed intanto vedere l'ipocondria latente
come un cancro ereditario destinato ad essere scoperto.

Che cosa mi attira allora, che cosa mi spinge a continuare?
Forse i suoi passi assassini che lacerano la neve
forse i messaggi invisibili, forse i sorrisi fantasma
in un pomeriggio d'inverno, con gli occhi abbassati.

mercoledì 26 novembre 2008

Nessun rimpianto

Cosa mi resta adesso che tutto è finito da tempo?
ricordi sbiaditi, immagini fuggenti di un paio di vite anteriori
ma io non ho più paura di ricordare l'estate
ora che mi sono abituato al confortante freddo dell'inverno.

Ciò che conservo: istanti mutilati senza più alcun significato
ho preso i momenti e li ho sezionati quasi con astio
ora non restano più sorrisi, non so che fine abbia fatto l'amore
adesso resta solo indifferenza, gelo e rancore.

Tutte le parole: eccole dissolte in una soluzione opaca
fatta di bugie, perversioni e traguardi ormai irraggiungibili
e il mio sorriso resta sepolto sotto sei piedi di disillusione
da quel momento in cui tu piangendo prendesti la tua decisione.

Ma io potrei essere ancora in un deserto dorato
io potrei essere ancora scottato dal sole che risplende su in alto
io potrei essere ancora la mia ombra che si nasconde dietro giochi di luci
io potrei essere ancora... io potrei essere ancora...

martedì 25 novembre 2008

Vuoto di vivere

Silenzio assordante entra nelle mie vene
un minuto di orgasmo, una notte di niente
cenere negli occhi accecati dal vuoto di vivere
fumo nella mente ottenebrata da convinzioni opache.

Ora, ogni cosa deve andare al suo posto
dividi i sogni dalle illusioni,
quello che rimane non è poi molto
ma me lo farò bastare
per vivere ancora un altro giorno
per aprire gli occhi un'altra volta
per respirare a bocca aperta
per sentire il vuoto ancora dentro di me.

La notte dei sensi

Labirinti imperscrutabili guidano le tue decisioni
comandi oscuri ordinano alla tua bocca
le cose da dire e quelle da non dire
la tua mente è un arbusto spinoso,
composto da rami pungenti
che combattono tra loro
il tuo cuore, un arido deserto
scottato dal sole per anni
ed ora incapace di amare
vuoi per lui solo il freddo
il freddo e il gelo
vuoi per lui solo l'apatia
vuoi per lui l'indifferenza
ed intanto il gelo avvolge anche te
dai piedi ai capelli
come un drappo di velluto
nero come il catrame
che non ti fa vedere la luce del giorno
e ti fa dormire perennemente
nella notte infinita dei tuoi sensi.

lunedì 24 novembre 2008

La prima nevicata dell'anno

La prima nevicata dell'anno
arriva nel sonno, quando non te l'aspetti.
I fiocchi non sono bianchi, ma luminosi
sembrano mille lucciole suicide che si schiantano
a cento all'ora sull'asfalto di Milano.
Sempre più veloci, precipitano ogni istante che passa
aumentano i battiti, penetrano le barriere invisibili.
Ora sembrano stelle cadenti e noi, stando alla finestra
le ammiriamo infrangersi al suolo
ma domani saranno calpestate dalla gente di fretta
indaffarata, occupata da affari più seri.

domenica 23 novembre 2008

Ricordati di respirare

Deboli distorsioni al di fuori del mondo
stridenti ferite sotto la mia pelle
una differenza incolmabile
grava tra i mondi paralleli.

Da una finestra nera
il mondo esterno si vede sempre più scuro
salvami da me, salvami da me,
salvami da me, al più presto.

Necessario evadere, impossibile uscire
il sangue cola già coagulato da ogni parete
e sul muro alle mie spalle ha delineato una frase
"ricordati di respirare".

Da una finestra nera
il mondo esterno si vede sempre più scuro
salvami da me, salvami da me,
salvami da me, adesso.

venerdì 21 novembre 2008

Monologo

Nero su bianco, sembra tutto così facile
il vetro appannato di una stanza ormai vuota
evocazioni di un passato rinnegato
declinazioni di verbi mai usati.

Verde speranza io ti ho conosciuta
nel grembo del mondo, tanti anni fa
un grido, uno schianto, un bacio rubato
memorie stuprate dall'ingenuità.

L'indifferenza di un giorno che muore
lacrime asciugate da soli artificiali
ricordi ingialliti dal tempo che scorre
interruttori spenti da una mano invisibile.

Resta a guardarmi senza dire parola
niente ha più senso se tu non stai qua
mentre io canto il mio ritornello
il cielo sta muto, la gente se ne va.

Il profumo del giorno

Involontaria febbre di te
mi divora i pensieri
grandinate di illusioni
danno un senso al domani
tutte le azioni che non ho mai compiuto
scorrono davanti ai miei occhi
e tutto il sale dell'oceano
ascendeva al Paradiso
e le mie lacrime scarlatte
innaffiavano i fiori più rari
che crescono a profondità abissali
nei crepacci della mia psiche
e il profumo del giorno
sembra ora svanire
lontano.

Trafalgar Square

Specchi oscuri sotto i miei passi
emanano una luce accecante
sotto i riflettori del cielo
ed infinite distese d'amianto
sorvolano i miei pensieri.
Un brivido gelido mi percorre
in un mare di buio
l'elevazione subitanea
è data da una sensazione indefinita.
Mentre un soffio di vento
tagliava netta la sera;
Mentre un fiocco di luce
oscurava il domani.

mercoledì 5 novembre 2008

Controcorrente

Senza alcun punto di riferimento scorrono le mie giornate
le ore si susseguono a ritmi incostanti, ora rapidi ora grevi
meri numeri intercambiabili vuoti di significato
il sole che sorge e la notte più profonda
per me non rispecchiano più alcuna azione automatica
anzi, il più delle volte vivo controcorrente nel buio più impenetrabile
ed annullo ogni preoccupazione quando fuori sta per sorgere l'aurora
e non biasimatemi perchè non mi sottometto ai vostri ritmi
non invidio affatto la vostra danza forsennata e insensata
imposta dalle lancette di un orologio o da un ordine superiore
perchè voi non saprete mai lo spettacolo incommensurabile
di un'oscurità che si rompe in mille pezzi, come un'immobile vetrata
e dal cui grembo martoriato nasce la fioca luce del nuovo giorno.

lunedì 3 novembre 2008

Una goccia cade e tutto il dolore è passato

Una goccia cade e tutto il dolore è passato
una goccia cade e tutti i ricordi sono cancellati
una goccia cade e tutta la vergogna è sotterrata
sotto un lago nero di rimorsi, rimpianti,
scuse, insicurezze e pianti
quando ancora il sole non era sorto
qualcosa in me era già irrimediabilmente morto
e speravo che la notte durasse per sempre
per non dovermi più specchiare alla luce del sole
aspettando che la pioggia lavasse via il rancore
e intanto nella mente cantavo
Una goccia cade e tutto il dolore è passato...

La scelta

Senza colpa
immobile
in mezzo ad una stanza buia
Tu
indecisa se tornare indietro
o provare ad aprire la porta
dietro alla quale ci sono
Io
ad aspettarti
uno due tre
fai la scelta giusta

La luna non scende per tutti

Quella mano che porti sotto la guancia
ti sfiori il collo, gli occhi fuggono
un sorriso trasparente tradisce l'emozione
che nasce dentro di te come un'orchidea selvatica
tu, troppo insicura per mostrarne al mondo la bellezza
troppo fragile per innaffiarla di speranza
e chi non ti può vedere in questo momento
lo biasimo, certamente non lo invidio
possa rimpiangere per tutta l'eternità
di essere stato assente ad uno spettacolo simile
speciale come un'eclisse solare
unico come una poesia lasciata in bianco
la bellezza diafana di un petalo immacolato
il sole cade dal cielo senza far rumore
ma purtroppo la luna non scende per tutti.

Desolazione

Un grido strozzato
proveniente dalle segrete di un castello in rovina
mi sveglia dal più bel sogno che avessi mai sognato
petali di loto cadevano dal cielo
e giunchi bianchi tutt'attorno a noi
e una promessa mai mantenuta
e l'innocenza ormai perduta
e un bacio a labbra chiuse
e il tuo sorriso triste
non lo volevo fare

Una realtà distorta ormai è una necessità per essere liberi

Ansia, desiderio di saltare da questa finestra
vibrare nella tempesta, essere travolto dalla pioggia
diventare un tuttuno con l'uragano, essere penetrato
da lacrime celesti, un uomo riverso sul pavimento
in una stanza con le pareti nere e una finestra chiusa
e fuori la pioggia, cambio di scena, cambio di ambizioni
un bacio velenoso, una bacio amaro come una delusione
e un letto, sì, un letto in cui vivere, larve immobili
ad occhi chiusi a guardare fotografie immaginarie
fotografie mai scattate, simulacri colanti inchiostro e lussuria
dal mattino alla sera, e poi tutta notte di nuovo a danzare
nella pioggia, nel vento, nella tempesta, ad occhi chiusi
una realtà distorta ormai è una necessità per essere liberi.

venerdì 3 ottobre 2008

Fuori la notte si consuma

Le tue labbra scarlatte contrastano con il candido cuscino
ed il muro silente contempla il tuo splendore
e tutto tace, solo il tuo respiro mentre sogni,
mentre fuori la notte si consuma.

E le stelle cadono una ad una, ad ogni tuo sospiro
e la luna invidia il pallore della tua pelle di zucchero filato
e le nuvole fuggono di fronte alla tua fievole delicatezza.

Ed io ti penso, ti desidero e ti vedo nei miei sogni
mentre corri su prati di nuvole per poi tuffarti tra le mie braccia
e lo sai che camminerei tutta la notte
solo per vedere i tuoi occhi aprirsi nel momento del risveglio.

La folla corsa

L'orologio sulla parete corre sempre più veloce
e ombre si inseguono in una frenetica danza
sul davanzale della finestra brucia una sigaretta
e l'ora sta per passare.

C'è un sentiero che diventa sempre più stretto passo dopo passo
e mi sento come un bambino perso nel bosco
una luce lontana mi invita a continuare a camminare
e l'ora sta per passare.

E la fiaccola brucia, e non c'è alcuna risposta
ho sognato tutto il giorno e corso tutta la notte
e mi sono nascosto dietro un velo di prudenza
quando l'ora stava per arrivare.

Ed ora sono al punto di partenza, senza punti di riferimento
il tramonto sta insanguinando il cielo ed inizia a fare freddo
ma stanotte continuerò a correre, e mi sento bene
perchè il pensiero di te è con me.

In ogni luogo c'è un fantasma

Sto diventando un film muto
in cui il clown dice all'eroe
"non puoi fare alcun rumore".

Nessuno sa cosa pensa il protagonista
ma tutti vedono la maschera del clown colare
e note acute infrangono il silenzio.

Il soffitto stellato risplende alto
ma la legge morale non significa nulla per me
perchè sono impantanato nella grigia materialità.

Cosa dovrei dire? Dopotutto
parlare ha sempre le sue conseguenze.
Cosa dovrei fare? Dopotutto
sono solo l'attore di un romanzo già scritto.
Dove dovrei andare? Dopotutto
in ogni luogo c'è un fantasma.

mercoledì 1 ottobre 2008

La schiuma dei giorni

E questo vento che ci violenta
che getta sabbia nei nostri occhi
e ci impedisce di godere di quanto abbiamo

E questa pioggia che ci sevizia
che innaffia i nostri velenosi egoismi
e ci conduce alla solitudine incurabile

E questa neve che ci nasconde
che sommerge i ricordi migliori di noi
ed in superficie appare irrimediabilmente sporca

E soprattutto questo mare che ci devasta
che ci fa annegare nelle sue mutevoli onde
è la schiuma dei giorni
e non possiamo fare nulla per bloccarla.

Il Loto Nero

Giunti a questo punto
è importante fare attenzione a dove si mettono i piedi.
Sterpaglie tendenti al blu si divincolano sotto i miei passi
mentre titubante avanzo di un passo
e poi di un altro ancora
verso l'Ignoto che mi attende.

Una passerella di un grigio opaco si allunga verso di me
ed in essa posso solo scorgere il mio profilo allungato
e gli occhi non sono riflessi.
Passando attraverso ad uno stagno immobile
sulla cui superficie si annidano ninfee plumbee
mi ferisce un sospiro tagliente che mi lacera dal di dentro.

Un gargantuesco loto nero
vive dentro al mio polmone
e nutrendosi delle mie lacrime amare
cresce secondo dopo secondo.

E le stelle non brillano più
e tutti i muri cadono in rovina
e tutti i pesci affogano.

venerdì 19 settembre 2008

Stupro

E' nel momento del risveglio
dopo un lungo sonno privo di immagini
che gli aereoplani portano alla nostra mente
i ricordi della notte passata come orrori
scheletri scarnificati viittime di un delitto
a cui abbiamo dato silenziosamente il nostro consenso.
E così, quello che nel ciclo della notte buia
sembrava passione e attrazione consensuale
ecco che alla fioca luce del giorno
diventa un vergognoso stupro, un omicidio premeditato.
Il mattino dissipa dunque i sogni e le illusioni
che la grande città provvede a creare nella notte
e le uniche vittime di questo inganno siamo noi
che ne portiamo ancora le cicatrici
che, pur non essendo visibili sulla pelle nuda,
costantemente crescono dentro la nostra psiche come un cancro
e noi stolti le rinnoviamo puntualmente,
notte dopo notte.

Come una sigaretta che cade in un bicchiere d'acqua sporca

Di notte a Milano
il cielo è sempre viola.
Io lo osservo muto
lasciando scivolare un mozzicone
in un bicchiere d'acqua sporca
dal fondo nero.
Adoro il suono che fa la sigaretta
spegnendosi al contatto con la superficie.
Mi ricorda il tuffo in un mare gelido
in una notte d'estate di tanti anni fa.
Un respiro a pieni polmoni
e poi giù, senza più tempo per ripensarci.
Quando ardori scarlatti si spegnevano
inabissandosi nelle buie profondità blu
e gli occhi stanchi si chiudevano
annegando negli abissi del sonno.
Chiudo la finestra e spengo
l'ultima sigaretta
sperando di addormentarmi presto.

Occhi senza volto

Quando cale la notte sulla città silenziosa
sembra quasi di vedere fugaci figure di vetro
saltare da tetto a tetto senza mai farsi afferrare
se non dallo sguardo di uno spettatore attento.

Quelle figure siamo tutti noi, quelli dimenticati
personalità complesse tutte da scoprire
per le quali nessuno sarebbe disposto
ad andare oltre una prima, rapida occhiata.

Siamo anime senza espressione, occhi senza volto
chiediamo affetto senza volerlo dare a vedere
e offriamo silenzi ricchi di poesia nel buio confortante
di una camera da letto con una finestra aperta sulla luna.

Siamo noi quelli che voi non potete vedere
voi, volto senza occhi, figure senza nessun sentimento
siamo noi quei soldatini che si gettano dai vostri tetti
la notte, quando voi dormite sonni tranquilli.

mercoledì 16 aprile 2008

Crisalidi

Contrastano con tutto il resto
quei tuoi capelli luminosi.
Angoli nascosti sono i tuoi occhi,
celati da tende e drappi vellutati,
un cielo mattutino che annega
in oscure paludi dimenticate.
Intercapedini segrete in una villa
settecentesca, crisalidi imprigionate
per lunghi anni, per troppo tempo ormai.

Nel caso osassi vedere i tuoi occhi,
dimmi quante volte su nove lo faresti.

mercoledì 9 aprile 2008

L'altra metà di te

Vorrei che tu fossi fatta di vetro
per vedere come vive l'altra metà di te
quella che all'esterno resta invisibile
quella che nessuno ha mai visto.

Vorrei poter essere un sospiro
per entrare segretamente dentro di te
per visitare le stanze del tuo cuore
e i labirinti della tua psiche.

Ho avuto la fortuna di conoscerti
ma mi hanno detto che c'è un'altra te
quindi ascoltami attentamente

Fisserò un buco nell'oceano della tua mente
per vedere come vive l'altra metà di te
attraverso neri tulipani di vetro.

martedì 18 marzo 2008

Tunnel

un alito di vento notturno
esce dai tombini fumanti
e nel letto del sottosuolo
rintoccano passi solitari
nei tunnel della metropolitana
una melodia suona nella mente

sopra c'è un mondo che dorme
la strada è bagnata, lo senti
del frenare delle gomme delle auto
una melodia suona nella mente
una frase si rincorre davanti agli occhi
"mortalmente dispiaciuta, addio"

e nel nulla galleggia un nome
come una bambola di porcellana
rotta, con una crepa sul cuore
nel nulla galleggia un nome
che insistentemente si ripete
un nome che suona familiare

gli incubi diventano me
è così maledettamente reale
gli incubi diventano me
è così maledettamente reale
una frase si rincorre davanti agli occhi
"mortalmente dispiaciuta, addio"

martedì 19 febbraio 2008

Nottambulo

Sono un nottambulo abituale
ma la città è così buia anche di giorno
la luce del sole è un'illusione
il cielo l'utopia di una via d'uscita.

E allora la notte percorro solitario
i vicoli della città immaginaria
che disegno dentro la mia mente:
una linea gialla su una città bianca
un sorriso e un'esplosione di silenzio
un abbraccio caldo come l'assenzio.

lunedì 18 febbraio 2008

Quando

Quando verrai?
Quando i fantasmi prenderanno forma
e diventeranno attimi di elevazione
insondabili silenzi carichi di poesia
evocative fotografie in bianco e nero
che significheranno per sempre qualcosa
per noi?

Quando verrai?
Quando i muri di questa stanza potranno
conoscere la realizzazione di una sensazione
e il soffitto spegnersi e lasciare le ore rimaste
e la luna sospesa nel limbo di un sogno
e tutti gli attimi, i sussurri e i silenzi
a noi?

martedì 5 febbraio 2008

Angelo caduto in una gelida e piovosa serata di novembre

Non c'è nulla che faccia tremare il mio cuore
più del momento in cui le tue labbra sfiorano il mio orecchio
qualunque cosa tu voglia dirmi, non importa.

Non c'è nulla che faccia dondolare i miei sensi
più del momento in cui i nostri sguardi si incrociano
qualunque cosa tu stia pensando, non importa.

Non c'è nulla che rappresenti l'immacolata purezza
più del tuo viso lunare, circondato da raggi di sole
sublimato da due smeraldi che brillano di luce propria.

Non c'è nulla che al momento io desideri di più di te
di più di abbracciarti e sentirti mia,
di sussurrarti dolcemente ogni singola emozione che provo
di vederti sorridere e timidamente abbassare lo sguardo
portando la mano sul collo, angelo caduto
in una gelida e piovosa serata di novembre.

giovedì 31 gennaio 2008

Il tuo sorriso per sempre nella mia mente

E' solo un sorriso luccicante
proprio sotto i tuoi occhi
è solo un bianco che risplende
nessun colore per descrivere
questa immensa emozione.

E' solo questione di un istante
un nulla che vorresti durasse per sempre
fotografarlo in colori delicati
e contrastati giusto quanto basta
per mantenerne vivo il ricordo.

Rivederlo ogni volta che desideri
solo chiudendo gli occhi e sorridendo
passando una mano sull'erba bagnata di rugiada
ed immaginare che siano i suoi capelli
i suoi splendidi capelli color estate.

Sarebbe bello poter fermare in un istante
questo turbinio infinito di emozioni senza nome
e poterlo riassaporare ogni volta che ne senti la mancanza
e lasciare scendere una lacrima senza vergogna
solo con il fine di ricordare quanto eravamo felici.

martedì 29 gennaio 2008

Il grande Nulla

Perdersi nell'infinità di un cielo stellato
mette a disagio, fa sentire insignificanti
tutti a bocca aperta a guardare lo spettacolo lassù
e quaggiù, invece, il grande Nulla.

Non avere paura, ci sono qui io accanto a te
tira fuori il potenziale che nessuno ha mai potuto vedere
bevi le mie illusioni e distillale in realtà
e dimentica tutto il resto, e ti sfiorerò ancora una volta.

Bevi ancora, bambina, e dai un'occhiata alle stelle
accarezzami ancora ed io ti bacerò, in mezzo alle bottiglie vuote
tagliandomi con cocci di vetro disseminati sul pavimento
per cercare di raggiungerti, mio unico significato in questo grande Nulla.

sabato 26 gennaio 2008

La parata rosa

Mi seguirai alla parata rosa?
Leggerai nel mio sguardo le risposte che cerco
o me ne porrai di nuove, facendomi annegare
nell'incertezza?
Saprai appoggiare lentamente le tue labbra sulle mie
e delicatamente guidarmi nel primo capitolo
del mio nuovo romanzo?
Mi seguirai alla parata rosa?

Dovrò riempire i silenzi di vuote parole di cartapesta
o saprai capirmi solo osservando i miei occhi
che si abbassano sorridendo?
Sarò costretto a tingermi le labbra di rosso
e ad evidenziare i miei occhi di nero
per avere la tua attenzione?
O mi seguirai alla parata rosa?

Conto i secondi e mi sembrano ore

Conto i secondi e mi sembrano ore.
Quanto tempo manca ancora al nostro momento?

Hai amato tanto, per essere così giovane
hai amato troppo a lungo.
Hai perso il gusto di amare,
e te ne sei accorta solo adesso.
Diciannove anni e un punto interrogativo
che brucia più di un ago sotto pelle.

Ho letto il tuo bisogno di attenzioni
in quello sguardo un po' sperduto
e in quel sorriso accennato sempre troppo poco
in confronto a quanto ne avresti diritto.
Ho sognato spiagge infinite mano nella mano
e baci di zucchero filato dal tramonto all'alba
onde voluttuose di piacere innocente
ed ore passate solo a fissarci in silenzio.

Conto i secondi e mi sembrano ore.
Quanto tempo manca ancora al nostro momento?

Il cassetto chiuso a chiave

Tu cammini per la strada
perso dentro alle tue nebbie interiori
e non ti accorgi nemmeno
che c'è un mondo, lì fuori
che ti vuole dire qualcosa.
Tu menti a te stesso
e non sai neanche quello che rincorri
e non ti accorgi nemmeno
che ci sono tante facce, lì fuori
che soffrono della tua stessa malattia.
Tu plasmi illusioni evanescenti
e di notte le riponi in un cassetto
chiuso a chiave.
Cerchi protezione, ma quello di cui hai
veramente bisogno si chiama affetto,
e non l'hai ancora capito.

Il 32 di dicembre

Ho trascorso una notte in un mondo parallelo
in cui le ore duravano secondi
ed erano squarciate da buchi oscuri.
Nella mia mente sono sopravvissuti solo fugaci istanti
frenetiche schegge che se da una parte mi fanno sentire vivo
dall'altra mi fanno affogare lentamente nello squallore.
Mi sono lasciato abbracciare dall'ignoto,
e l'ho fatto sapendo quello a cui andavo incontro.
Che male c'è? Dovrei forse vergognarmi di ciò?
Per favore, state tutti in silenzio
e lasciatemi annegare nel mio personale baccanale.

giovedì 10 gennaio 2008

0:41 A.M.

Sopra i tetti silenti
la notte violastra imperversa
lacrime di spleen
colano su un cielo immobile.
Nulla si muove.
Una finestra accesa.
Una luce ancora.

Sopra l'aria satura
un'idea scivola perversa
occhi disidratati
si perdono in fumose lontananze.
Nulla si muove.
L'ultima finestra si spegne.
Solitudine.