abita le mie viscere incandescenti
ormai aride come meteoriti
secche come tendini antichi
arse dal sole che attende
dietro al mio sforzo che tende
a volerti ancora più mia
ansante d'insana follia
muschio schiude le mie porte
le vene ripiene e contorte
un angelo in volo gemente
le lacrime di una stella cadente
riprenditi il mio involucro lercio
un corpo che appare diverso
di nuovo sottomesso alla carne
idolatrando costellazioni scarne.