Sono giorni strani
giorni di stelle cadenti
e di nuove emozioni
che crescono sotto la neve
giorni che non ho
mai vissuto prima
giorni che non ritorneranno
mai più così immacolati.
E non ti so nemmeno dire
come tutto questo è iniziato
forse in quel freddo pomeriggio
in cui i nostri occhi per la prima volta
si sono incontrati ridendo
e sui tetti dei nostri sentimenti
la neve si scioglieva lentamente.
E adesso ne sono davvero convinto
c'è qualcosa di caloroso nella neve
è il mio respiro, che ho nascosto per te
c'è qualcosa di caloroso nei nostri sguardi
che gli occhi timidi sono sempre quelli più belli
c'è qualcosa di caloroso in ogni cosa
nelle nostre dita che si cercano
c'è qualcosa di caloroso in te
c'è qualcosa di caloroso in noi.
E se i desideri fossero cavalli
di sicuro saremmo già fuggiti lontano
dove non esistono giorni, ore e minuti
ma solo infiniti secondi di emozioni indescrivibili
dove l'alba nasce quando la accendiamo noi
e la notte può anche durare in eterno.
domenica 18 gennaio 2009
martedì 13 gennaio 2009
Un altro giorno di sole
Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore
perchè ora che so che esisti
so che dentro di me è un po' meno buio
perchè ora che sei con me
nulla mi importa più del mondo esterno.
Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore
che anche se mi svegliassi domani mattina
e fossero scese sul cielo le tenebre eterne
non ci vedrei nulla di male
perchè potremmo stare settimane intere
sdraiati sul mondo a contare le stelle
una ad una, e poi una volta finito ricominciare da capo
perchè per noi non esisterà più nulla oltre alle stelle.
Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore
che stanotte ho fatto un sogno e sembrava così reale
ho sognato intere primavere passate con te su un prato
infinito, su una vallata racchiusa tra le vette più alte
dove nessuno può disturbarci e noi possiamo giocare con le nuvole
e tu, con la tua voce da bambina, un sorriso innocente
e gli occhi velati di rugiada mi sussurravi:
"Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore".
non su nel cielo, ma nel mio cuore
perchè ora che so che esisti
so che dentro di me è un po' meno buio
perchè ora che sei con me
nulla mi importa più del mondo esterno.
Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore
che anche se mi svegliassi domani mattina
e fossero scese sul cielo le tenebre eterne
non ci vedrei nulla di male
perchè potremmo stare settimane intere
sdraiati sul mondo a contare le stelle
una ad una, e poi una volta finito ricominciare da capo
perchè per noi non esisterà più nulla oltre alle stelle.
Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore
che stanotte ho fatto un sogno e sembrava così reale
ho sognato intere primavere passate con te su un prato
infinito, su una vallata racchiusa tra le vette più alte
dove nessuno può disturbarci e noi possiamo giocare con le nuvole
e tu, con la tua voce da bambina, un sorriso innocente
e gli occhi velati di rugiada mi sussurravi:
"Un altro giorno di sole
non su nel cielo, ma nel mio cuore".
Febbre d'amore
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
è come una palla di neve
che all'improvviso
mi colpisce dritto
sul volto.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
è come uno schiaffo
che mi fa sanguinare
e ricordare di essere ancora
vivo.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
e l'incertezza
della situazione
alimenta le fiamme
della passione.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
ed il presente
dopo tanto tempo
ritorna a splendere
alto nel cielo.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
ma il futuro
potrebbe essere ancora
un nero abisso
di solitudine.
questa febbre d'amore
è come una palla di neve
che all'improvviso
mi colpisce dritto
sul volto.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
è come uno schiaffo
che mi fa sanguinare
e ricordare di essere ancora
vivo.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
e l'incertezza
della situazione
alimenta le fiamme
della passione.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
ed il presente
dopo tanto tempo
ritorna a splendere
alto nel cielo.
Mi taglia il respiro
questa febbre d'amore
ma il futuro
potrebbe essere ancora
un nero abisso
di solitudine.
mercoledì 7 gennaio 2009
Il tramonto del sentimento
Non sono altro che labili cartilagini
le parole che noi usiamo per definire i legami
che come ragnatele evanescenti ci uniscono
e che spesso ─ nei casi più eccitanti ─
non sono nemmeno dotati di un nome definito.
Talvolta la distanza sembra minima
altre volte sembra che la Volta Celeste
non riuscirebbe a colmarla per intero
ed i nostri occhi viaggiano dentro nuvole
infinite, che brillano di una luminosità accecante
e che miserevoli ci nascondono l'opacità del traguardo
che ci attende al termine di questi variopinti vagabondaggi.
E nel duro momento del risveglio avvertiamo l'impellente bisogno
─ come un tossicodipendente in un'atroce astinenza ─
di ritornare nelle profondità inesplorate dei nostri sogni
che sono paradossalmente più lucenti della realtà del giorno
a cui stanchi andiamo incontro, sperando appunto
di ricadere al più presto in nuovi abissi ignoti
che ci possano accogliere fino al momento in cui la disillusione
prenderà il sopravvento sulle nostre ricerche dorate
ed il sole ormai rinnegato annegherà con un lamento
nel nero oceano dell'accettazione.
martedì 6 gennaio 2009
Oblio
Siamo arrivati di corsa
con il respiro affannoso e le bocche aperte
con un'immagine sfocata ma luminosa
che ci dondolava davanti agli occhi.
Siamo arrivati in ritardo
la festa era già iniziata da un pezzo
i coriandoli erano già tutti sul pavimento,
calpestati dai piedi che stavano lasciando il luogo.
Siamo arrivati quando la festa era già quasi finita.
Cosa significa che non c'è più un posto per me?
Io mi schiaccerei anche contro il gelido muro
pur di farti trovare un posto caldo nel mio letto.
cosa è diventato improvvisamente così sbagliato?
Nulla di sbagliato che non fosse già sbagliato prima.
Sarà così facile per te domani camminare per strada
sentendo addosso gli sguardi freddi della gente?
Sarà così facile per te avanzare passo dopo passo
e sentirti estranea a tutto ciò che ti circonda
e non avere alcuna àncora di salvezza a cui aggrapparti?
Pensi che sarà così facile, anche per te,
precipitare nell'oblio?
E sentire le voci del vento che ti soffiano sotto il cappotto
e che ti fanno sentire fredda una volta di più, inanimata
e passare le notti a cercare di non pensarci
a riflettere se forse non hai commesso uno sbaglio?
Ah, gli eccessi di coraggio arrivano sempre nei momenti
in cui sarebbe meglio che non arrivassero!
L'hai capito anche tu questo - non è vero?
quando di notte, in quello che un tempo fu il nostro rifugio
ti chiedi se alla fine non sia stato tutto sbagliato fin dall'inizio
oppure sei stata TU a renderlo sbagliato,
te lo sei chiesto molto volte tutto ciò - non è vero?
Adesso vorresti farti piccola piccola, nasconderti in una bolla di sapone
e guardare il mondo da una nuvola non visibile ad occhio nudo
senza che il mondo possa guardare te.
Adesso te ne vergogni - non è vero?
ad andare in giro senza alcuna voglia di sorridere
eppure sempre costretta a ridere per nascondere le lacrime
sapendo che il sorriso, quello no,
quello non lo rivedrai per molto tempo.
Allora, adesso dimmi: quella festa era davvera finita?
Non c'era davvero più posto per noi?
I coriandoli erano realmente già stati gettati tutti sul pavimento,
o ce n'erano nuove scorte nell'armadio chiuso a chiave
e nostro compito era solo quello di trovare quella chiave?
Allora, adesso dimmi: c'era davvero qualcosa di sbagliato
che non si potesse trasformare in qualcosa di NUOVO
oppure una veloce occhiata troppo avventata ti ha tradito?
Allora, adesso dimmi: è stato facile, per te,
precipitare nell'oblio?
con il respiro affannoso e le bocche aperte
con un'immagine sfocata ma luminosa
che ci dondolava davanti agli occhi.
Siamo arrivati in ritardo
la festa era già iniziata da un pezzo
i coriandoli erano già tutti sul pavimento,
calpestati dai piedi che stavano lasciando il luogo.
Siamo arrivati quando la festa era già quasi finita.
Cosa significa che non c'è più un posto per me?
Io mi schiaccerei anche contro il gelido muro
pur di farti trovare un posto caldo nel mio letto.
cosa è diventato improvvisamente così sbagliato?
Nulla di sbagliato che non fosse già sbagliato prima.
Sarà così facile per te domani camminare per strada
sentendo addosso gli sguardi freddi della gente?
Sarà così facile per te avanzare passo dopo passo
e sentirti estranea a tutto ciò che ti circonda
e non avere alcuna àncora di salvezza a cui aggrapparti?
Pensi che sarà così facile, anche per te,
precipitare nell'oblio?
E sentire le voci del vento che ti soffiano sotto il cappotto
e che ti fanno sentire fredda una volta di più, inanimata
e passare le notti a cercare di non pensarci
a riflettere se forse non hai commesso uno sbaglio?
Ah, gli eccessi di coraggio arrivano sempre nei momenti
in cui sarebbe meglio che non arrivassero!
L'hai capito anche tu questo - non è vero?
quando di notte, in quello che un tempo fu il nostro rifugio
ti chiedi se alla fine non sia stato tutto sbagliato fin dall'inizio
oppure sei stata TU a renderlo sbagliato,
te lo sei chiesto molto volte tutto ciò - non è vero?
Adesso vorresti farti piccola piccola, nasconderti in una bolla di sapone
e guardare il mondo da una nuvola non visibile ad occhio nudo
senza che il mondo possa guardare te.
Adesso te ne vergogni - non è vero?
ad andare in giro senza alcuna voglia di sorridere
eppure sempre costretta a ridere per nascondere le lacrime
sapendo che il sorriso, quello no,
quello non lo rivedrai per molto tempo.
Allora, adesso dimmi: quella festa era davvera finita?
Non c'era davvero più posto per noi?
I coriandoli erano realmente già stati gettati tutti sul pavimento,
o ce n'erano nuove scorte nell'armadio chiuso a chiave
e nostro compito era solo quello di trovare quella chiave?
Allora, adesso dimmi: c'era davvero qualcosa di sbagliato
che non si potesse trasformare in qualcosa di NUOVO
oppure una veloce occhiata troppo avventata ti ha tradito?
Allora, adesso dimmi: è stato facile, per te,
precipitare nell'oblio?
lunedì 5 gennaio 2009
Il Mostro
Spesso ci è capitato di imbatterci in notti infinite
nelle quali, nell'inverno della nostra alcova silente
ci struggiamo l'anima e graffiamo i nostri volti
alla ricerca di un virus velenoso che abita in noi
e che inevitabilmente infetta ogni spiraglio di Ideale
intossicando la nostra labile volontà
e degradando i nostri fragili sentimenti.
Per notti interminabili ci scaviamo dentro
violentando i nostri nervi ormai nudi
alla ricerca di fantasmi ignoti
ai quali non riusciamo a dare un nome
ignorando che quegli spettri non sono dentro di noi
ma sono agenti invisibili, a noi esterni
che decompongono i nostri sentimenti
e si prendono gioco della nostra imprevedibilità.
Il mostro non siamo noi:
il mostro è la DISTANZA,
la distanza ed il TEMPO che passa.
nelle quali, nell'inverno della nostra alcova silente
ci struggiamo l'anima e graffiamo i nostri volti
alla ricerca di un virus velenoso che abita in noi
e che inevitabilmente infetta ogni spiraglio di Ideale
intossicando la nostra labile volontà
e degradando i nostri fragili sentimenti.
Per notti interminabili ci scaviamo dentro
violentando i nostri nervi ormai nudi
alla ricerca di fantasmi ignoti
ai quali non riusciamo a dare un nome
ignorando che quegli spettri non sono dentro di noi
ma sono agenti invisibili, a noi esterni
che decompongono i nostri sentimenti
e si prendono gioco della nostra imprevedibilità.
Il mostro non siamo noi:
il mostro è la DISTANZA,
la distanza ed il TEMPO che passa.
sabato 3 gennaio 2009
Binari morti
Rifugiarsi nelle tenebre della vita notturna
è l'unica via d'uscita che ci rimane
siamo fantasmi, siamo quelli dell'ennesima generazione x
non ci è rimasto più alcun ideale a cui aggrapparci
Dio è morto, l'amore è morto e così anche le nostre ambizioni
che vengono indirizzate su binari morti
da qualcuno che pensa di conoscerci ma non sa cosa abbiamo dentro
abbiamo fatto a pezzi le certezze del passato
e sputato sangue in faccia ad ogni alternativa futura
per ritrovarci in questo luogo affollato di anime evanescenti
in cui ognuno è irrimediabilmente solo
dilaniamo i nostri giorni e stupriamo i nostri sogni
li diluiamo in un bicchiere di gin liscio
e ci dileguiamo nei tunnel deserti della nostra psiche
quelli del nostro cuore sono ormai binari morti
percorsi forse troppo presto e senza la necessaria maturità
e poi dichiarati inagibili per mancanza di coraggio
e sommersi sotto valanghe di rimpianti
baciamo la notte sulla bocca e scopiamo con le luci al neon
nel viso che si sovrappone al nostro leggiamo solo la nostra insicurezza
e strappiamo frammenti pulsanti di vita a corpi estranei
rendendoci reciprocamente favori ed illusioni
tranquillanti e sonniferi, eccitanti e gocce di veleno distillato
che ci fanno credere per un istante soltanto di essere meno soli.
è l'unica via d'uscita che ci rimane
siamo fantasmi, siamo quelli dell'ennesima generazione x
non ci è rimasto più alcun ideale a cui aggrapparci
Dio è morto, l'amore è morto e così anche le nostre ambizioni
che vengono indirizzate su binari morti
da qualcuno che pensa di conoscerci ma non sa cosa abbiamo dentro
abbiamo fatto a pezzi le certezze del passato
e sputato sangue in faccia ad ogni alternativa futura
per ritrovarci in questo luogo affollato di anime evanescenti
in cui ognuno è irrimediabilmente solo
dilaniamo i nostri giorni e stupriamo i nostri sogni
li diluiamo in un bicchiere di gin liscio
e ci dileguiamo nei tunnel deserti della nostra psiche
quelli del nostro cuore sono ormai binari morti
percorsi forse troppo presto e senza la necessaria maturità
e poi dichiarati inagibili per mancanza di coraggio
e sommersi sotto valanghe di rimpianti
baciamo la notte sulla bocca e scopiamo con le luci al neon
nel viso che si sovrappone al nostro leggiamo solo la nostra insicurezza
e strappiamo frammenti pulsanti di vita a corpi estranei
rendendoci reciprocamente favori ed illusioni
tranquillanti e sonniferi, eccitanti e gocce di veleno distillato
che ci fanno credere per un istante soltanto di essere meno soli.
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