E' nel momento del risveglio
dopo un lungo sonno privo di immagini
che gli aereoplani portano alla nostra mente
i ricordi della notte passata come orrori
scheletri scarnificati viittime di un delitto
a cui abbiamo dato silenziosamente il nostro consenso.
E così, quello che nel ciclo della notte buia
sembrava passione e attrazione consensuale
ecco che alla fioca luce del giorno
diventa un vergognoso stupro, un omicidio premeditato.
Il mattino dissipa dunque i sogni e le illusioni
che la grande città provvede a creare nella notte
e le uniche vittime di questo inganno siamo noi
che ne portiamo ancora le cicatrici
che, pur non essendo visibili sulla pelle nuda,
costantemente crescono dentro la nostra psiche come un cancro
e noi stolti le rinnoviamo puntualmente,
notte dopo notte.
venerdì 19 settembre 2008
Come una sigaretta che cade in un bicchiere d'acqua sporca
Di notte a Milano
il cielo è sempre viola.
Io lo osservo muto
lasciando scivolare un mozzicone
in un bicchiere d'acqua sporca
dal fondo nero.
Adoro il suono che fa la sigaretta
spegnendosi al contatto con la superficie.
Mi ricorda il tuffo in un mare gelido
in una notte d'estate di tanti anni fa.
Un respiro a pieni polmoni
e poi giù, senza più tempo per ripensarci.
Quando ardori scarlatti si spegnevano
inabissandosi nelle buie profondità blu
e gli occhi stanchi si chiudevano
annegando negli abissi del sonno.
Chiudo la finestra e spengo
l'ultima sigaretta
sperando di addormentarmi presto.
il cielo è sempre viola.
Io lo osservo muto
lasciando scivolare un mozzicone
in un bicchiere d'acqua sporca
dal fondo nero.
Adoro il suono che fa la sigaretta
spegnendosi al contatto con la superficie.
Mi ricorda il tuffo in un mare gelido
in una notte d'estate di tanti anni fa.
Un respiro a pieni polmoni
e poi giù, senza più tempo per ripensarci.
Quando ardori scarlatti si spegnevano
inabissandosi nelle buie profondità blu
e gli occhi stanchi si chiudevano
annegando negli abissi del sonno.
Chiudo la finestra e spengo
l'ultima sigaretta
sperando di addormentarmi presto.
Occhi senza volto
Quando cale la notte sulla città silenziosa
sembra quasi di vedere fugaci figure di vetro
saltare da tetto a tetto senza mai farsi afferrare
se non dallo sguardo di uno spettatore attento.
Quelle figure siamo tutti noi, quelli dimenticati
personalità complesse tutte da scoprire
per le quali nessuno sarebbe disposto
ad andare oltre una prima, rapida occhiata.
Siamo anime senza espressione, occhi senza volto
chiediamo affetto senza volerlo dare a vedere
e offriamo silenzi ricchi di poesia nel buio confortante
di una camera da letto con una finestra aperta sulla luna.
Siamo noi quelli che voi non potete vedere
voi, volto senza occhi, figure senza nessun sentimento
siamo noi quei soldatini che si gettano dai vostri tetti
la notte, quando voi dormite sonni tranquilli.
sembra quasi di vedere fugaci figure di vetro
saltare da tetto a tetto senza mai farsi afferrare
se non dallo sguardo di uno spettatore attento.
Quelle figure siamo tutti noi, quelli dimenticati
personalità complesse tutte da scoprire
per le quali nessuno sarebbe disposto
ad andare oltre una prima, rapida occhiata.
Siamo anime senza espressione, occhi senza volto
chiediamo affetto senza volerlo dare a vedere
e offriamo silenzi ricchi di poesia nel buio confortante
di una camera da letto con una finestra aperta sulla luna.
Siamo noi quelli che voi non potete vedere
voi, volto senza occhi, figure senza nessun sentimento
siamo noi quei soldatini che si gettano dai vostri tetti
la notte, quando voi dormite sonni tranquilli.
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