lunedì 14 novembre 2011

Last time

Last time we went fucking
my hands embraced and strangled you
because you're worthy to live
just when you are loving me too

Last time we went swimming
the ocean hugged and drowned you
because you're guilty
for keeping everything blue

Last time we went to the moon
the frost and the darkness surrounded you
because you're so cold
and space is so empty when we are two.

martedì 25 ottobre 2011

No more

You know I loved the way you were
when you was seventeen and mine
If you'll come back one day I will tell
— it's so sad to watch a sweet thing die

Thought of you as a baby to feed
thought of you as a promise to keep
Think of you as a patient to attend
think of you as a wound to mend

You're so old, and she's so green
she's so pure, and you're so sick
You're so dark, and she's so white
she's nobody's, but you're not mine.

domenica 23 ottobre 2011

Heaven

To be with you made me feel privileged
getting high with the sleep in our eyes
floating in the sky while everybody rested
watching the morning sun rised from the night

Wandering alone in a foreign limbo, just me and you
walking down the canals heaven's not so difficult to find
and when I say I'd wish to take care of you, I really do
because now my look is blue and only you could make it blind

And everytime you stared at me, you were a little mine
my little sister, my unconscious blast
and everytime you smile, you got me a little higher
my little sister, my innocent lust.

lunedì 17 ottobre 2011

Needles

Morning gloom, here I am
with your silent back
waiting for the angels
sending needles to dephts

Thinking of you
as a broken doll to feed
thinking of you
as a daughter to kill

All the things I wish
slowly fade into the sun
life is too short
to love someone.

lunedì 22 agosto 2011

Venezia

Ricordo quella sera in cui
tu ed io
ci perdemmo a Venezia

Come un Eden labirintico
Golgota delle nostre incomprensioni
nei suoi vicoli imperscrutabili
nascondemmo i nostri fantasmi
e nei suoi canali insondabili
annegammo i nostri aborti

Con il cielo grigio e terso
il sole non giungeva ai nostri occhi
così che ogni cosa che alla luce del sole
ci appariva sbagliata e imperfetta
rivelava ora tutta la sua opaca bellezza
mentre tutte le maschere si infrangevano

Alla ricerca di calli inesistenti
passando attraverso vicoli evanescenti
eravamo perfettamente consci
che era noi che stavamo cercando
non io me stesso e tu te stessa
ma io e te noi

Quella notte alla luce dei lampioni storti
ubriaca di serenità, ti vidi volare leggera
libera da ogni preoccupazione e timore
fra le mie braccia sembravi finalmente felice -
fu forse l'unica volta che vidi in tutta la sua luminosità
la luce interiore che alberga dentro di te

Vorrei essermi perso
io e te
a Venezia per sempre.

sabato 20 agosto 2011

Addio

Ti ho visto allontanarti dalla mia porta
con il sorriso sulle labbra, sapendo che eri ancora mia

Tre giorni dopo:

Ti ho visto allontanarti dalla mia porta
con le lacrime agli occhi, sapendo che non saresti stata più mia

Così come appartenevamo l'una all'altro
eravamo pronti anche ad affondare insieme

Il mondo intero ci apparteneva
ma sembrava che tu volessi volare via

Desiderarci troppo: il nostro solo crimine.

venerdì 5 agosto 2011

Deriva

Non è altro che una farsa grottesca questa vita
sei pronto a strapparti il volto e a indossarne un altro
poi arriva un altro attore e sei fuori dalla scena

Sopportare sacrifici e sofferenze ha un senso se c'è uno scopo
dormire con la faccia nel fango e non poter respirare
è un compromesso che solo i folli possono accettare

Adesso è tempo di affondare, e di affondare il più in fretta possibile
perché gli abissi dell'oblio possono essere
più confortevoli delle onde baciate dal sole

Restare in superficie solo per vedere le cose morire
è un supplizio che non concepisco
e questa brezza tagliente non asciugherà le mie lacrime salate

ora che ho scoperto che la vita è come il vento
e non c'è più nessuno che canti per me, adesso.

giovedì 4 agosto 2011

Distorsioni e implorazioni

Vorrei essere qualcun altro
in qualche altro luogo
un animale senza alcuna sensazione
un vegetale senza nessun volto.

Il mio mondo è pieno di crepitii
distorsioni e implorazioni
lo sai che il cielo non esiste
per chi non lo vede da settimane?

Va tutto bene, va tutto bene
fingere è così facile
Va tutto bene, va tutto bene
credere in qualcosa che non esiste.

martedì 2 agosto 2011

La separazione può essere una cosa spaventosa

Lascia cadere alle tue spalle i frammenti della primavera
che potresti non trovare più la strada di ritorno
sperare nella resurrezione in una città straniera
non è facile neanche per gli individualisti senza soggiorno

Tutto gira e tutto muta, è una maledizione senza antidoto
come un vortice i giorni si bruciano rendendoci folli dall'interno
tutto quello di cui hai sempre avuto paura, il tuo peggiore incubo
adesso sei tu stessa a plasmarlo e a renderlo reale come l'Inferno

E più ci penso e più non mi riesco a capacitare
di quale meccanismo ci abbia fatti delirare
al punto di non riconoscerci più allo specchio

Per sempre mi risuonerà un monito nell'orecchio:
il cancro del tempo che passa è la malattia più contagiosa
e la separazione può essere una cosa spaventosa.

sabato 30 luglio 2011

Naufragio

Quotidianamente le alghe mattutine soffocano i miei voli notturni
si inerpicano sui miei occhi bendati e avvizziscono i fiori ancora in potenza
un veliero può solcare le onde dei mari in tempesta per mille cicli diurni
ma se la piaga è annidata nelle sue stive la speranza è morta in partenza

Ha un senso tutto questo fluttuare, perdendo la vista fissando il sole?
o è meglio abbandonare la nave, accettando il rischio di morire -
Ha un senso tutto questo aspettare, assassinando la memoria che ci duole?
o è meglio affondare in silenzio, sacrificarsi per non appassire -

E tutte le isole lasciate indietro sembreranno avamposti ormai morti
perché ogni cosa rigogliosa è destinata a perire piangendo linfa vitale
e tutti i ricordi che abbiamo condiviso verranno irrimediabilmente distorti
perché ogni cosa meravigliosa è destinata a ridursi a uno squallido cerimoniale

Ha un senso tutto questo ansimare, ridursi in fin di vita per farsi notare?
o è meglio andarsene in silenzio, uscire di scena e mai più ritornare -
Ha un senso tutto questo teatrino, in cui siamo entrambi vittime e predatori?
il flusso del tempo non perdona, è impossibile rianimare gli ormai spenti ardori.

giovedì 28 luglio 2011

L'appeso

appeso all'albero maestro
in mezzo al mare in tempesta
ogni orientamento del tutto perso
il sangue tutto raccolto nella testa

troppo greve per ragionare lucidamente
appesantita da ricordi e aspettative
più scendo nel baratro rovinosamente
e più desidererei solcare nuove rive

ma in tutto questo sta il grande paradosso:
io non riesco a udire soavemente i canti delle sirene
e le Nuove Terre di Nessuno mi sembrano inospitali

mentre la landa desolata in cui ogni giorno affosso
mi appare buia come l'apocalisse e lucente come le catene
che mi tormentano ogni giorno e mi impediscono nuovi scali.

domenica 10 luglio 2011

La serenità è la morte dell'essere umano, della sua natura in quanto pensante e cosciente. Ma dovunque si vada a parare, gira e rigira, tutti i pensieri e le rivelazioni più profonde e sconvenienti che una mente cosciente possa mai fare a se stessa non avrebbero la benché minima ragione d'essere - la scintilla procreativa - senza una luce che ne segnasse l'ineffabile punto di arrivo, così irraggiungibile e al tempo stesso invisibile quando è in nostro possesso: la serenità. Ne deriva che tutto il processo mentale - e di più: tutta la vita stessa - ne esce massacrata da quella che si presenta come la realtà dei fatti: coscienza e non-coscienza si riproducono e si annullano in quello che, semplificando i termini, si rivela un circolo vizioso senza possibilità di uscita, un raggiro senza precedenti, la più grande beffa - di più: il più grande inganno - mai ordito all'essere umano in quanto esistente e cosciente. L'unica possibilità di scorgere un senso sta proprio nell'ottenebramento delle facoltà coscienti, con la conseguenza diretta che le facoltà sensitive sono chiamate dall'Io debole a surrogare completamente alle facoltà coscienti. Se la vita è sensazioni, quello che ne deriva può anche essere piacevole; ma la verità è che è un'inganno come un altro per nascondere quello che in realtà è, e che non vogliamo guardare in faccia per paura di svegliarci senza più un futuro a cui aggrapparci. La conclusione, per dirla con Sartre, è che la scelta è assurda, non perchè è senza ragione, ma perchè non c'è stata la possibilità di non scegliere.

giovedì 7 luglio 2011

Combustione spontanea

fuori dal corpo
fuoco nelle ossa
una luce nel creato
un buco nel firmamento
sudore freddo
sulle sette fronti
di sette civiltà scomparse
la conoscenza sepolta
nelle tombe dell'oblio
i fiori più purpurei
mai germogliati
nei giardini ignoti
arsi dall'ombra
dell'ignoranza
la negazione insita
nella potenzialità
e dovunque sorga il giorno
ulula il viandante al vento
che la notte è da superare
e che le mosche sono polvere
e la polvere da mosche deriva
ubriaco senza meta barcollando
dinoccolato sopra il molo
di un mare in tempesta
grida alla lama della luna -
la notte è ancora lunga
liberami da me
liberami da me

martedì 26 aprile 2011

Simmetria delle Esperienze

Nella Metropoli del Sonno
incastonata nelle vie malferme
c'è una Piazzetta del Sogno
il cui il Tempo non sussiste
e lo Spazio rarefatto si distende.

Un'abbazia costruita da un istante
cattedrale dei culti invisibili
resta immobile agli occhi del viandante
dipinta è la sua porta invalicabile
dietro cui non si cela alcun vestibolo.

La forma indecifrabile del luogo
intraducibile nella propria ridondanza
svela al viandante che la Vita è geometrica
che la Morte è una landa arsa e concentrica
ed ognuno vive una tragedia caleidoscopica.

In quella notte in pochi rintocchi di luce
mi si è svelata la Simmetria delle Esperienze
l'incolmabile Distanza tra le Anime
l'ineffabile sinfonia delle ore orfane.

lunedì 11 aprile 2011

Fuga

Una gelido pomeriggio di dicembre
lo passerai con me in mezzo ai boschi?
Lontano dalla moltitudine sfigurata
abbracceremo i nostri spettri nascosti

Le magnolie hanno foglie splendenti
le querce vene da accarezzare
ma noi dormiremo sotto gli abeti
che i loro aghi ci possano bucare

Le grotte sepolte nella collina
le esplorerai con me dall'interno?
Trascorreremo la notte sotto terra
come gli stanchi serpenti d'inverno

La polvere sarà il nostro letto
l'edera la nostra tappezzeria
soltanto nel silenzio innevato
saprò che sei solo mia

venerdì 1 aprile 2011

la primavera ci ha tolto il respiro

la primavera ci ha tolto il respiro
la notte è scesa troppo presto
il sole gronda sangue
seguimi senza fare domande

tutto è collegato
tutto è connaturato
le nostre malattie sono congenite
innati i nostri desideri splendenti

ortiche nelle nostre menti
ortiche nelle nostre menti
maschere insensate
facce snaturate

ti amerò
ancora una volta
in uno scantinato buio
con le luci spente.

lunedì 28 marzo 2011

Terremoti e albori

Dona alla notte
quello che la notte ti ha donato
polvere alla polvere
io non ti ho mai ingannato

Oceani stellati
e bianche supernove di tremori
risvegli e rimembranze
di terremoti andati e albori

Il mattino è ancora in viaggio
e nebbie e rumori
dormono accanto al mio camino

Non si devono guardare
le cose da troppo vicino.

venerdì 4 marzo 2011

ghiaccio

contatto fisico
terremoto psichico
un tremore nelle mie membra stanche
come un viandante errante
in viaggio da settimane
sento l'impulso proveniente
dai miei fiumi interiori
occhi immobili di rapaci
giacciono sui picchi ghiacciati
uno spettrale boulevard
che affianca ogni mio passo
ed è ghiaccio
tutt'intorno a me
ed i raggi del sole
anziché sciogliere la neve
ora vengono assorbiti
come allucinazioni evanescenti
dalle banchine spoglie
in tutto e per tutto simili
a candide e imponenti
pietre tombali pagane.

martedì 1 febbraio 2011

Nove splendidi secondi

Non un applauso ma un delitto
allo spettacolo di mezzanotte
squarcerà il nostro sipario
imbevuto di vino stantio
dilaniato da ineguali cocci

Tu già fremi per l'attesa
di mostrarti candida
ad un pubblico adorante
sussurrante epitaffi
per le tue vene ed i tuoi graffi

Ma l'assassino ha riservato
nove palchetti per lui solo
tutti quelli del tuo sogno
ed io già ti sto aspettando
all'interno del tuo letto

Tutte le tende tirate
le candele consumate
tu entri a piedi nudi
e ti specchi nel pavimento
aspettando il tuo momento

Io da solo nel teatro
delle tue disillusioni
spenti tutti i tuoi lampioni
ti ho tagliato e poi ti ho amato
nove splendidi secondi.

giovedì 6 gennaio 2011

Il mare d'inverno

in questo lido atemporale
che ha contribuito alla mia morte interiore
ogni dieci passi incontro
carcasse in decomposizione
ciò che rimane dei miei pomeriggi pagani
di feste del raccolto e di vergini sacrificate
ed è sufficiente voltarmi verso il vento
per vedere che c'è un golgota nell'oceano
un abisso nero che è una bocca senza denti
che mi chiama e mi chiama e mi chiama
senza tregua e mi sconvolge
e lo so che dovunque andrò
ci saranno sempre a sussurrarmi sesso
sirene sifilidiche grondanti perdizione
sale di mare e pesci morti in superficie
fanno di questa spiaggia eterna
la mia eterna prigione.