lunedì 28 giugno 2010

Un piccolo addio

Così vitale e devastata
giungi vergine al culmine della confusione
fremente di arroventata innocenza
esplodi candida senza fare alcun rumore.

Baciami, e amami, e baciami ancora
prigioniera del tuo ingannevole incanto;

Baciami, e amami, e baciami ancora
infetta di desiderio ─ perfetta nel tuo labile pianto.

sabato 26 giugno 2010

La casa d'infanzia

Vagando per le stanze di vetro della mia casa d'infanzia
gli specchi riflettono sempre più di quanto dovrebbero riflettere
le candeline sulla torta di compleanno aumentano ogni anno
i coltelli nel secondo cassetto rimangono sempre gli stessi

Se dovessi alzarti di notte
avvertimi chiamando il mio nome

Le cicatrici sul volto
rimangono per tutta la vita.

venerdì 25 giugno 2010

Mancanza

Gli echi delle ultime ore
che ci hanno legati l'una all'altro
incatenati come ergastolani
ora rimbombano nella mia notte
vuota come il cranio martoriato
di un rivoluzionario decapitato
e mi rendono un recluso della mia sorte
demotivato come un condannato a morte.

I rintocchi cadenzati dalla tua mancanza
si inseguono inesorabilmente lenti
provocando interminabili intervalli di nulla
nei miei sensi spossati dall'immobilità
che mi fanno oscillare
come alghe sul fondo del mare
che mi rendono incagliato
come un veliero da secoli inabissato.

lunedì 14 giugno 2010

Prendimi la mano

i giocattoli sorridenti di quando eri bambina
e le fotografie impolverate nel secondo cassetto
smetti di guardarli adesso, si è fatto tardi ─
vai a letto e chiudi Satana nel ripostiglio

i pomeriggi senza fine passati a scarabocchiare quaderni
i quadri hanno le palpebre abbassate ma respirano ansanti
tu alzi la testa e fissi le finestre appannate per le lacrime ─
gira la chiave e chiudi Satana fuori sotto la pioggia

tutto muore, questo non si può negare
ma a volte qualcosa che muore poi ritorna un giorno
era solito dirmi il nonno mentre mi accarezzava
dopo aver imprigionato Satana sotto il suo cappello grigio.

mercoledì 9 giugno 2010

Grigio

il mare è blu
solo sulle carte geografiche
spalanca la mente
e ti apparirà così com'è

grigio grigio grigio
livido come il cielo d'ottobre
plumbeo come la pioggia di novembre
amorfo come la nebbia
che sempre ci avvolge

non nero
─ sarebbe una consolazione
destarsi la mattina
e coricarsi la notte
con il Nulla negli occhi!

e invece
esangue
mi desto ogni mattina
e mi corico ogni sera
nella speranza di scorgere
una nota di colore
nel mio oceano
personale.

martedì 1 giugno 2010

Lutto

il concerto d'archi più bello
a cui abbia mai assistito
in una piazzetta illuminata
di una metropoli brulicante
di fantocci vivi e sorridenti

svoltato l'angolo
del vicolo più stretto
una piazza immensa
stagnante ed inespressiva
muta nella sua solitudine
colorata di polvere
e al suo orizzonte
un tendone da circo
abbandonato da decenni
tragicamente lacerato
dagli artigli della notte
silente e senza più colori
nell'immensità di un cielo
che nero predice lutto

dovessero piovere
monete dorate tutta la notte
avrebbe la mattina
una parvenza di luce?