lunedì 18 ottobre 2010

Letti d'estate

Letti d'estate
astratti nelle loro disfatte geometrie
sussurrano impercettibili grida di aiuto
narcotizzati dalle esalazioni di abbracci violenti
morenti nelle stanze dimenticate da ladri e lolite.

Letti d'estate
cristallizzati nell'iride perversa di Luglio
spalancano gli occhi come soli di paglia
isole pagane sperdute nell'Oceano Atlantico
nude danzatrici su pire ormai spente.

Letti d'estate
marmorei come sepolcri anonimi
lavati con il sangue e con lo sperma dei santi
stanno immobili di fronte al tempo che scorre
druidi profeti e sciamani della menzogna più grande.

Letti d'estate
unici testimoni del nostro indicibile amore
quando ti presi e nelle strade la gente moriva
e noi, nel nostro egoismo, sorridevamo abietti
nudi e al di sopra dei tetti, nei letti d'estate.

venerdì 15 ottobre 2010

Sarajevo

Svegliandosi già morti sotto un cielo color amianto
addormentandosi sotto coperte di nuvole vermiglie
gli ultimogeniti vanno a letto senza favole e nel pianto
lo spirito della Razza ha rubato l'infanzia alle sue stesse figlie

E sotto le carcasse dei ponti nei quartieri abbandonati
e tra i salici della memoria dei fantasmi assassinati
nelle sere più mute sibila ancora oggi una melodia
il vento freddo dell'ottobre che non se n'è mai andato via

Sarajevo la loro madre puttana
Sarajevo il loro padre impotente
Sarajevo i figli che non avranno mai
Sarajevo il marchio che porteranno sempre

Il domani è una scia nera tra le stelle stuprate
il domani è un campo minato
il domani è una fossa comune
per tutti coloro per cui l'oggi non è mai nato.

martedì 5 ottobre 2010

Mestruo

Questo cielo nudo
profondo come un abisso
è grottesco nel piangere
nere lacrime di mestruo
sulle vie dimenticate
da viandanti ciechi.

E' una purificazione
o una definitiva maledizione?
La notte del giorno che muore
l'alba del domani che nasce
─ feto informe ─
nella mia eco di mezzanotte.

Il risveglio:
una piccola morte
che rinnovo
giorno
dopo
giorno.