ora che siamo arrivati in stazione si è dissolta
solo il ghiaccio adulterino rimane sull'asfalto
a rendere argenteo il grigio della città sepolta
Qui i tram sono puntuali e non si paga il biglietto
che anche i controllori sono i fantasmi di se stessi
ed i semafori sempre spenti sono alabastri di cemento
con incastonate gemme di smeraldo, ambra e rubino
Una città straniera non è mai come te la immagini
i quartieri si riducono ad un ammasso di barriere sporche
la gente incede senza meta nel proprio isolato personale
e non si azzarda ad oltrepassare le proprie forche
La gente spira di soffusi amplessi nel quartiere a luci rosse
che le sordide pareti celano gli osceni passatempi diffusi
la gente respira di rarefatti sollievi nel calore bianco delle strade
espiando i propri peccati capitolando nelle fangose fosse
All'ospedale centrale i medici, angeli immacolati senza macchia
regalano eroina agli angeli caduti su cui grava il peccato originale
e il loro sangue infetto si confonde con il fango in cui tutti si lavano
e le loro sofferenze vengono celate dalla neve che tutto rende verginale
E io ho visto tutto questo mentre il giorno stava appassendo
e i fantasmi per le strade stavano come ogni sera scomparendo
E io ho visto tutto questo dal finestrino opalescente
che ci stava deportando verso un paradiso inesistente.