Ricordo quella sera in cui
tu ed io
ci perdemmo a Venezia
Come un Eden labirintico
Golgota delle nostre incomprensioni
nei suoi vicoli imperscrutabili
nascondemmo i nostri fantasmi
e nei suoi canali insondabili
annegammo i nostri aborti
Con il cielo grigio e terso
il sole non giungeva ai nostri occhi
così che ogni cosa che alla luce del sole
ci appariva sbagliata e imperfetta
rivelava ora tutta la sua opaca bellezza
mentre tutte le maschere si infrangevano
Alla ricerca di calli inesistenti
passando attraverso vicoli evanescenti
eravamo perfettamente consci
che era noi che stavamo cercando
non io me stesso e tu te stessa
ma io e te noi
Quella notte alla luce dei lampioni storti
ubriaca di serenità, ti vidi volare leggera
libera da ogni preoccupazione e timore
fra le mie braccia sembravi finalmente felice -
fu forse l'unica volta che vidi in tutta la sua luminosità
la luce interiore che alberga dentro di te
Vorrei essermi perso
io e te
a Venezia per sempre.
lunedì 22 agosto 2011
sabato 20 agosto 2011
Addio
Ti ho visto allontanarti dalla mia porta
con il sorriso sulle labbra, sapendo che eri ancora mia
Tre giorni dopo:
Ti ho visto allontanarti dalla mia porta
con le lacrime agli occhi, sapendo che non saresti stata più mia
Così come appartenevamo l'una all'altro
eravamo pronti anche ad affondare insieme
Il mondo intero ci apparteneva
ma sembrava che tu volessi volare via
venerdì 5 agosto 2011
Deriva
Non è altro che una farsa grottesca questa vita
sei pronto a strapparti il volto e a indossarne un altro
poi arriva un altro attore e sei fuori dalla scena
Sopportare sacrifici e sofferenze ha un senso se c'è uno scopo
dormire con la faccia nel fango e non poter respirare
è un compromesso che solo i folli possono accettare
Adesso è tempo di affondare, e di affondare il più in fretta possibile
perché gli abissi dell'oblio possono essere
più confortevoli delle onde baciate dal sole
Restare in superficie solo per vedere le cose morire
è un supplizio che non concepisco
e questa brezza tagliente non asciugherà le mie lacrime salate
e non c'è più nessuno che canti per me, adesso.
giovedì 4 agosto 2011
Distorsioni e implorazioni
Vorrei essere qualcun altro
in qualche altro luogo
un animale senza alcuna sensazione
un vegetale senza nessun volto.
Il mio mondo è pieno di crepitii
distorsioni e implorazioni
lo sai che il cielo non esiste
per chi non lo vede da settimane?
Va tutto bene, va tutto bene
fingere è così facile
Va tutto bene, va tutto bene
credere in qualcosa che non esiste.
martedì 2 agosto 2011
La separazione può essere una cosa spaventosa
Lascia cadere alle tue spalle i frammenti della primavera
che potresti non trovare più la strada di ritorno
sperare nella resurrezione in una città stranieranon è facile neanche per gli individualisti senza soggiorno
Tutto gira e tutto muta, è una maledizione senza antidoto
come un vortice i giorni si bruciano rendendoci folli dall'interno
tutto quello di cui hai sempre avuto paura, il tuo peggiore incubo
adesso sei tu stessa a plasmarlo e a renderlo reale come l'Inferno
E più ci penso e più non mi riesco a capacitare
di quale meccanismo ci abbia fatti delirare
al punto di non riconoscerci più allo specchio
Per sempre mi risuonerà un monito nell'orecchio:
il cancro del tempo che passa è la malattia più contagiosa
e la separazione può essere una cosa spaventosa.
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