mercoledì 20 gennaio 2010

Dove crescono le fragole selvatiche

L'ho portata nel posto
dove crescono le fragole selvatiche
poco al di là della stazione
dove finiscono i binari
ha assaggiato la mia nostalgia
e l'ha trovata dolce
e mentre si è chinata
per raccogliere le fragole selvatiche
io l'ho colpita da dietro
un solo colpo, nessun rumore
e all'improvviso è scesa la sera
morto è il giorno senza amore
con il cielo muto di settembre
e il candore della luna silente
io immobile in mezzo alla brina
e tutto è ritornato come prima.

martedì 12 gennaio 2010

Oceano

Un pomeriggio di gennaio
con spazi immensi tra le mie arcate
ho incontrato il tuo sguardo
ed è nato un oceano tra le mie labbra
e abbiamo giocato di nuovo
come se fosse ancora estate
come se fossimo ritornati ancora
bambini per un solo giorno
sul parco giochi dell'esistenza
con tutto un mondo invisibile attorno
assaporando il candore dell'innocenza
mentre tutto il resto si dissolveva
nel grigiore del cielo d'inverno
una coperta verde ci proteggeva
dai ricordi dell'adolescenza
e dai rimorsi della coscienza.

Tempo

L'Amore è un piccolo cuore
portato da un uccello migratore:
il suo nome è Tempo.

domenica 10 gennaio 2010

Il pianto dell'umanità

Folate artiche
imperversando
ci sconvolgono
dal dentro
e aghi di conifere
vivi come coltelli
ci compenetrano
rendendoci folli
di desiderio
mentre le lacrime
del cielo plumbeo
dissetano
i nostri fatali
egoismi
─
Ma se mi arresto
un solo istante
ad ascoltare
riesco a sentire
il silente
pianto
straziante
di ogni
anima
sola
in questo
disumano
bosco
di perdizione.

giovedì 7 gennaio 2010

La neve è sporca

Errando tra le mura spente di palazzi tutti uguali
scalfito dai rami scheletrici di alberi millenari
cammino a testa china in questa città alienante
che il ricordo di te ha reso il freddo lancinante.

Noto la presenza della neve a cumuli sui bordi delle strade
e ciò provoca nella mia mente dolorosissime sciarade
che mi chiedo da cosa dipenda l'insopportabile evidenza
che un alone grigio abbia offuscato la nostra convivenza.

Mi domando infatti perché dove prima c'era una luce bianca
ora vi sono le tenebre che avvolgono la mia anima stanca;
certo qualcosa ha dovuto inquinare i nostri sentimenti

per far sì che ora nel sonno captiamo soltanto lamenti;
e pertanto distolgo da quella neve sporca i miei occhi lacrimanti
pregando che un giorno ritornino a cadere fiocchi candidi come diamanti.

La serenità

Per sua stessa natura, l'uomo non si sente mai realizzato del tutto in alcuno stato: nemmeno quando si trova nello stato della felicità, poiché essa è così effimera che difficilmente egli riesce ad afferrarla pienamente nel momento in cui la possede.
Riguardo alla serenità, essa è largamente sottovalutata, in quanto la natura umana è intrinsecamente connessa alla ricerca di novità, e di conseguenza si pensa che soltanto indossando una maschera l'uomo potrà godere della monotonia dorata della serenità.
Ciò che è doveroso chiedersi, è se questa svalutazione della serenità sia razionale: difatti, essendo noto che, per la stessa natura fugace della novità intrinseca al suo concetto essenziale, qualunque emozione consistente in una novità deve inevitabilmente mutare o in un'emozione nulla o nella monotona serenità, della quale continuamente ci dichiariamo insoddisfatti, appare evidente che lo stato migliore in cui l'uomo possa vivere è proprio quello della serenità.

mercoledì 6 gennaio 2010

Salvami

Ora il cerchio si chiude
e tutto ciò che è fuori
ora è anche dentro
e tutto il freddo fuori
ora lo sento dentro
e lo sento nelle dita
e lo sento nel cuore
ogni cosa è sbiadita
ogni cosa muore.

E ogni giorno adesso
sembra la fotografia
della fotografia
del giorno precedente
un vortice di nuvole
che mi offusca la mente
un vento senza fine
che mi trascina piangente
nelle spire del Niente.

E tu dove sei
ora che ho bisogno di te
arriva e salvami
chiunque tu sia
come se non fossi
mai andata via
chiunque tu sia
colei che ho rinnegato
colei che ho sempre amato.

Nostalgia

Quando arriva la sera
il freddo mi entra nelle ossa
come un ospite indesiderato
che erroneamente pensavo
di aver scacciato da tempo.

Quando cala la notte
scruto fuori dalla finestra
ed è il blu che emani
che mi ritorna in mente
soffuso come nel dormiveglia.

Quando scende la neve
sento la nostalgia dell'estate
delle nostre corse sotto la pioggia
e se chiudo gli occhi mi immagino
di essere su un altro pianeta, con te.

martedì 5 gennaio 2010

L'ombra danzante

Quando la realtà ti sembra nera come la notte
─ mi dicevano ─ non disperare e chiudi gli occhi
e rimani quieto nelle tenebre avvolgenti
di modo che, quando riaprirai le palpebre,
le circostanze ti appariranno meno opprimenti.

Così le stagioni passavano, e anche le giornate
e la luce fatua si alternava alla notte vacua
e sono trascorsi rituali, e sono occorsi sacrifici
ma sempre, anche sotto il sole più accecante
un'ombra interiore danzava nella mia anima
e sconvolgeva i colori, rendendo tutto insignificante.

La primavera è stata verde e vergine, senza alcun peccato
ma con l'arrivo dell'estate amandoci ci ferivamo;
le foglie caduche, rivelandoci la nostra sorte ci hanno consolato
ed ora che fuori scende la neve cercandoci ci allontaniamo.

Per queste ragioni non date mai ascolto a chi vi dirà
che chiudere le palpebre guarisce tutti i malocchi
perché chi troppo a lungo ha scrutato l'oscurità
non potrà mai più fissare la luce senza ferirsi gli occhi.

domenica 3 gennaio 2010

Gennaio

Gennaio
e il vento pungente
lacera i miei occhi malati
fragili come petali ansimanti
rifulgenti di desideri
inebrianti
─
Mentre lassù
il sole fulgente
acceca la mia vista remissiva
fulminando con bagliori dissonanti
le mie pupille echeggianti
preghiere silenti.