mercoledì 3 giugno 2009

Le mie prigioni

M'ama, non m'ama
M'ama, non m'ama

Quando ero più giovane sapevo volare
e potevo cambiare dimora e compagnia
ogniqualvolta mutavo gusti e desideri;
adesso catene invisibili mi legano a terra
prigioniero della mia cella imbottita di velluto rosso
alimentato a champagne e vino sporco.

M'ama, non m'ama
M'ama, non m'ama

E la sento piangere dalla stretta finestra
dalle inferriate arrugginite
─ mia unica fonte di luce!
e il suo pianto diventa sempre più impetuoso
e il suo pianto si trasforma in una tempesta!
e un oceano di lacrime amare mi piovono addosso
ed inondano la mia cella solitaria
─ costretto a bere le sue lacrime amare!

M'ama, non m'ama
M'ama, non m'ama

E poi la sento ridere più rumorosamente
quando ormai il tempo è agli sgoccioli
─ e io sto per annegare
fuori dal suo incubo e dentro il mio!
e il nostro abbraccio diventa sempre meno eterno
e la sua bocca diventa sempre più lontana
e la sua bocca diventa sempre più estranea
e la sua bocca diventa sempre più amara!

M'ama, non m'ama
M'ama, non m'ama.

1 commento:

Polly Balitro ha detto...

!!!!!!!
capisco bene questi sentimenti.
bellissimo post,
come al solito.

e ancora una volta,
non dormiamo mai.

<3