ad occhi chiusi ci rincorriamo
e confondiamo invisibili lacrime
con la pioggia impalpabile di novembre
mentre le foglie addormentate
piovono dall'alto su di noi
come pagine di un copione
scritto da un dio ambiguo
fino a che non ci ricoprono interamente ─
tessuti morti sui nostri corpi pulsanti
sempre più stremati dalla luce del giorno
eppure così attratti dal calore della notte.
Costantemente anneghiamo
i nostri dubbi ─
figli non riconosciuti
delle nostre azioni avventate,
inestinguibile tormento
nelle nostre notti solitarie ─
in sconfinati oceani di ebbrezza
brulicanti di tutti i riflessi impercettibili
delle profondità abissali del piacere
nelle nostre notti condivise.
E mentre il sospiro di mille voci
convogliate dal vento invernale
ci avverte dell'imminente arrivo del nemico
ancora ancoriamo il nostro vascello
all'ormeggio dell'affetto incondizionato
e respingiamo gli attacchi dei fantasmi futuri
issando la vela della voluttà
sull'albero maestro della nostra imbarcazione
noi, così fatalmente in balia
delle onde del destino ─
riusciremo ad infrangerle
contro lo scoglio del Tempo?
1 commento:
OK... non fa paura ;D
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