e alle finestre degli altri ci affacciamo
ciechi, lasciando indelebili tracce
che nemmeno il sole potrà lavare via.
Affrettiamoci ─ la nave sta partendo
bianche banchine ghiacciate ci aspettano
le tue mani gelate che riscaldai troppe volte
ora affondano nelle tue tasche ─ gemendo.
Il sogno di una primavera è presto svanito
accecato dai raggi del sole d'agosto
─ il cadavere seppellito dalle foglie cadenti;
ora che l'inverno i nostri amplessi ha assopito
nelle notti insonni laceriamo il nostro cuore nascosto
sotto ai muti guanciali ─ inerti confessori dei nostri lamenti.
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