portato dal vento remoto del mattino
che si abbatte delicatamente in ogni ingranaggio
rischiarando ogni dettaglio celato alla vista.
Gomme di auto prudenti si lasciano trascinare
lente sull'asfalto bagnato come lumache mattiniere
che il proprietario ha bevuto troppo questa notte
e lasciano una scia di irripetibile eccitazione.
Bottiglie di vetro abbandonate lungo i marciapiedi
gemono d'un dolore tutto personale
che ciò che c'era da dare l'hanno ormai dato
ed ora non gli resta che aspettare di essere sgombrate.
Un'ambulanza con la sua sirena squarcia il sudario che mi copre
─ cadavere disteso trepidante sotto le coperte inamidite ─
che vorrei scendere in strada e destare violentemente il mondo
perché nascondo un nido di vipere all'interno del mio cranio.
1 commento:
intensissima. soprattutto l'ultimo passaggio mi piace un sacco. capisco benissimo gran parte delle sensazioni che vengono richiamate <3
p.s. me lo sentivo che avresti scritto... non dormivi? <3
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